Batosta 2026, da gennaio per questi prodotti servirà un prestito: annunciati i rincari
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Redazione Economia
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La Legge di Bilancio per il 2026, la cui approvazione è prevista entro la fine dell'anno, delinea un panorama fiscale che impatterà significativamente sul potere d'acquisto dei cittadini, introducendo una serie di rincari che interessano beni di consumo diffusi. A partire dal primo gennaio del 2026, e con un incremento programmato e graduale che si protrarrà fino al 2028, è infatti previsto un deciso inasprimento del prelievo fiscale sui tabacchi lavorati. La quota fissa dell'accisa, che per le sigarette era stabilita a 29,50 euro per ogni mille pezzi nel corso del 2025, subirà un primo rialzo a 32,00 euro nel 2026, per poi salire ulteriormente a 35,50 euro l'anno successivo e attestarsi infine a 38,50 euro a decorrere dal 2028, configurando un aggravio consistente per i consumatori abituali.
Il riallineamento delle accise sui carburanti
Parallelamente all'intervento sui prodotti da fumo, la manovra fiscale interviene in modo incisivo anche sul capitolo carburanti, attraverso un meccanismo di riallineamento delle accise che coinvolge direttamente una vasta platea di automobilisti. Si stima che circa 16,6 milioni di italiani, coloro i quali fanno rifornimento di gasolio, si troveranno a sostenere un costo aggiuntivo di quattro centesimi di euro per ogni litro acquistato a partire dall'anno nuovo. Questo intervento, che segue un analogo aumento di un centesimo e mezzo registrato l'anno precedente, si traduce in un esborso supplementare di circa due euro e mezzo per un pieno di cinquanta litri, un importo che, se moltiplicato per la frequenza dei rifornimenti, arriva a pesare sul bilancio familiare per diverse decine di euro nel corso di un intero anno.
Le ripercussioni sul settore dell'autotrasporto
Le conseguenze di tale provvedimento, tuttavia, non si limitano alla sfera dei privati, ma investono pesantemente il mondo produttivo, in particolare quello dell'autotrasporto. Secondo le valutazioni di rappresentanti di categoria, l'aumento inatteso del costo del gasolio rischia di mettere in seria difficoltà molte imprese del settore. La forte competitività e la conseguente gara al ribasso che caratterizza il mercato, infatti, impedisce spesso agli operatori di trasferire gli aumenti di costo sulle tariffe praticate alla clientela. Questo meccanismo, di fatto, comprime i già esigui margini di profitto, con ripercussioni dirette sulla redditività delle aziende e, potenzialmente, sui livelli occupazionali.
La road map governativa per l'armonizzazione fiscale
L'iniziativa legislativa si inserisce in un percorso più ampio e di medio periodo, avviato da un decreto interministeriale in vigore da maggio e da un decreto legislativo emanato a marzo, che mira a una piena armonizzazione della fiscalità sui carburanti. L'obiettivo dichiarato è quello di rimodulare progressivamente le accise nel quinquennio compreso tra il 2025 e il 2030, portando sia la benzina che il gasolio a un identico livello impositivo, fissato a 0,6729 euro per litro. La Legge di Bilancio 2026 rappresenta dunque una tappa fondamentale di questo iter, che procede per scaglioni annuali ridefinendo la struttura del prelievo.




