Omicidio a Montese, accoltellato dopo una lite: fermato un uomo
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Redazione Interno
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Una tragedia si è consumata all'alba di oggi, domenica 2 agosto, a Montese, sull'Appennino modenese, dove la comunità sta vivendo ore di sgomento per l'omicidio di Daouda Sangarè, un trentunenne originario della Costa d'Avorio. Il fatto è accaduto in un appartamento di via Righi, nel cuore del paese, e secondo una prima ricostruzione sarebbe scaturito da una lite degenerata in pochi istanti, fino a trasformarsi in un agguato mortale per il giovane saldatore.
La dinamica dell'omicidio
Sono ancora in corso le indagini dei carabinieri per chiarire l'esatta dinamica di quanto accaduto all'interno della palazzina, ma dalle prime informazioni emerge che la vittima è stata raggiunta da diverse coltellate, probabilmente mortali, che non gli hanno lasciato scampo. L'episodio, verificatosi intorno alle sei del mattino, ha svegliato il vicinato, con alcuni residenti che hanno raccontato di aver udito un urlo, per poi vedere il sangue.
Sul posto sono prontamente intervenuti i militari dell'Arma, che hanno avviato le indagini del caso e fermato un uomo, al momento l'unico sospettato, per ricostruire ogni singolo passaggio di quella che sarebbe stata una lite, forse nata per motivi futili o per contrasti pregressi tra i due.
Chi era Daouda Sangarè
Daouda Sangarè, 31 anni, lavorava come saldatore in un'azienda della zona ed era descritto da chi lo conosceva come una persona tranquilla, una che non andava a cercarsi guai; un ritratto, questo, che emerge con forza tra i residenti, che lo ricordano come un uomo calmo e dedito al lavoro. La sua vita, del resto, era appena cambiata: da circa un mese, infatti, la moglie lo aveva raggiunto dall'Africa, andando a vivere con lui nell'appartamento di via Righi, dove la coppia aveva iniziato a costruire una nuova esistenza insieme.
Il delitto è avvenuto proprio sulla soglia di casa, a poche ore dalla conclusione dei festeggiamenti per la festa più importante del paese, quella della Beata Vergine della Neve, a cui lo stesso Sangarè aveva partecipato sabato sera, trascorrendo la serata con gli amici fino a tarda notte, per poi fare rientro verso mezzanotte.
Le indagini dei carabinieri
Ora gli investigatori stanno vagliando ogni elemento utile, dalle testimonianze dei vicini di casa ai filmati delle eventuali telecamere di sorveglianza, per ricostruire i momenti precedenti e successivi alla lite, nella speranza di far luce su un omicidio che ha scosso la tranquillità del piccolo centro appenninico. Al momento, il movente rimane avvolto nel mistero, così come la dinamica precisa del ferimento, e gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi, lavorando per definire la posizione dell'uomo fermato e per appurare se vi siano state altre persone coinvolte nella vicenda.
La salma della vittima è stata posta a disposizione dell'autorità giudiziaria, mentre il corpo verrà verosimilmente sottoposto a esame autoptico per determinare con esattezza il numero e la letalità dei colpi inferti.
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