Carabiniere indagato per eccesso di difesa a Rimini
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Redazione Interno
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Nella notte di Capodanno, a Villa Verucchio, un carabiniere ha ucciso un giovane di 23 anni, Muhammad Abdallah Abd Hamid Sitta, che aveva accoltellato quattro persone. L'episodio, avvenuto in provincia di Rimini, ha sollevato un acceso dibattito sulla legittima difesa e sull'uso delle armi da parte delle forze dell'ordine. Il carabiniere, maresciallo Luciano Masini, è stato iscritto nel registro degli indagati per eccesso di difesa, nonostante avesse sparato una serie di colpi di avvertimento prima di neutralizzare l'aggressore, che si trovava a soli 80 cm dal suo volto con un grosso coltello da cucina.
L'avvocato penalista Daniele Bocciolini ha spiegato a Fanpage.it che il carabiniere rischia una condanna per eccesso colposo di legittima difesa, un reato che prevede pene severe, ma che spesso viene valutato con attenzione dai giudici, considerando le circostanze specifiche dell'evento. La vicenda ha riportato al centro del dibattito la richiesta, avanzata da anni dal SIM Carabinieri, di dotare tutti gli operatori di Polizia del dispositivo taser, un'arma non letale che potrebbe evitare situazioni tragiche come quella di Villa Verucchio.
Antonio Serpi, segretario generale del SIM Carabinieri, ha sottolineato come la sperimentazione delle pistole elettriche per le Polizie Locali dei piccoli Comuni proseguirà per un anno, grazie al decreto di differimento dei termini pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27 dicembre 2024. Tuttavia, ha espresso rammarico per il fatto che nelle oltre 4.500 stazioni dei Carabinieri presenti in oltre 3.500 Comuni italiani, i taser non siano ancora in dotazione.
Il centrodestra ha reagito con una levata di scudi, proponendo una medaglia per il maresciallo Masini, descritto come un sottufficiale prudente e scrupoloso, che si è trovato costretto a uccidere l'aggressore dopo aver tentato di fermarlo con colpi di avvertimento.




