Influenza, perché puoi ammalarti di nuovo anche dopo un anno
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Redazione Salute
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Aver avuto l’influenza l’anno scorso non impedisce di ammalarsi di nuovo nella stagione successiva. Dopo l’infezione il sistema immunitario sviluppa anticorpi e cellule della memoria capaci di riconoscere il virus incontrato, costruendo una protezione effettiva ma non valida indistintamente contro tutti i virus influenzali. Se quello che torna a circolare presenta caratteristiche sufficientemente diverse, la risposta immunitaria acquisita in precedenza può riconoscerlo con minore efficacia. È uno dei motivi per cui l’influenza può colpire la stessa persona in inverni consecutivi, senza che questo significhi che la precedente infezione non abbia prodotto alcuna immunità.
Perché il virus influenzale può aggirare le difese precedenti
Il punto centrale è la capacità dei virus influenzali di cambiare. Gli anticorpi prodotti durante una precedente infezione sono diretti contro le caratteristiche del virus che l’organismo ha già incontrato: quando queste cambiano, la corrispondenza tra la memoria immunitaria e il nuovo agente infettivo può diventare meno precisa. Non si tratta quindi di una protezione assoluta che, una volta acquisita, accompagna automaticamente una persona negli anni successivi. La presenza di una variante diversa può ridurre il vantaggio assicurato dal precedente contatto e consentire una nuova infezione, pur in un organismo che conserva memoria dell’episodio passato.
Lo stesso principio aiuta a comprendere perché la vaccinazione antinfluenzale venga riproposta annualmente. Fabrizio Pregliasco, professore associato del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario aziendale dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio, sottolinea che vaccinarsi non equivale alla certezza assoluta di non sviluppare alcun sintomo respiratorio. Ammalarsi dopo essersi vaccinati, dunque, non dimostra automaticamente che il vaccino sia stato inutile: dietro disturbi apparentemente simili possono esserci differenti infezioni respiratorie e la protezione non va interpretata come una barriera capace di escludere qualsiasi episodio sintomatico.
La variante H3N2 K e i sintomi da riconoscere
All’avvio della nuova stagione l’attenzione si concentra anche sulla H3N2 variante K, associata all’ondata australiana. I segnali indicati per riconoscere un quadro influenzale comprendono un esordio brusco della febbre, almeno un disturbo respiratorio, come naso chiuso o che cola, e almeno un sintomo generale, tra cui la stanchezza. La presenza contemporanea di manifestazioni sistemiche e respiratorie distingue il tipico quadro influenzale dal semplice riferimento generico a raffreddore e malessere, anche se i sintomi da soli non permettono di identificare con certezza quale variante abbia provocato l’infezione.
La nuova componente appartiene alla famiglia dei virus influenzali A(H3N2). Il problema posto dalla sua circolazione riguarda proprio il rapporto tra evoluzione del virus e immunità già acquisita: modificazioni sufficientemente importanti possono rendere meno efficace il riconoscimento da parte degli anticorpi sviluppati contro ceppi precedenti. Questo meccanismo spiega anche perché l’esperienza personale dell’inverno passato non possa essere utilizzata per prevedere con certezza cosa accadrà in quello successivo. Aver superato bene una precedente infezione non significa essere automaticamente protetti nei confronti di un virus influenzale con caratteristiche differenti.
In Toscana parte la campagna di prevenzione
La Toscana avvia intanto la nuova campagna di immunizzazione partendo dalla prevenzione contro il virus respiratorio sinciziale. Dal primo ottobre l’offerta riguarda i nati tra il primo aprile 2026 e il 31 marzo 2027, oltre ai bambini che presentano un elevato rischio di complicanze legate all’infezione. Per i piccoli nati fino a settembre il contatto con le famiglie sarà gestito dai pediatri, mentre per le nascite da ottobre l’immunizzazione verrà effettuata direttamente nei punti nascita. L’intervento punta quindi a raggiungere i bambini attraverso due percorsi differenti in base al momento della nascita.
Il virus respiratorio sinciziale non va confuso con quello dell’influenza, anche se entrambi rientrano nella prevenzione delle infezioni respiratorie stagionali. Il professor Paolo Bonanni richiama in particolare l’attenzione sulla sua pericolosità e sulla protezione degli adulti fragili, indicando proprio in questa fascia un problema nell’accesso alla prevenzione. La campagna toscana prevede invece un’offerta gratuita e distribuita sul territorio per le categorie individuate come maggiormente esposte, affiancando gli interventi destinati all’età pediatrica alle misure previste per affrontare la stagione dei virus respiratori.
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