Influenza, la variante K arriva in Italia: origini e difese di una "super influenza"

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Mentre la stagione influenzale, il cui picco è atteso nel periodo tra Natale e Capodanno, entra nel suo vivo, l’attenzione degli esperti si focalizza sull’ascesa di una nuova variante del virus A H3N2, il sottoclade denominato K, che dopo essere stato identificato a New York si sta diffondendo rapidamente anche in Europa e nel nostro Paese. La sua capacità di mutare, del resto, ne ha accelerato la circolazione, sollevando interrogativi sulla reale efficacia dei vaccini disponibili per la stagione 2025-2026 e portando alcuni a definirlo, forse con eccessivo allarmismo, "super flu".

Le origini di una diffusione globale

La traiettoria della variante K, la cui scoperta risale appunto agli Stati Uniti dove Trump è di nuovo presidente, illustra efficacemente la dinamica moderna della diffusione virale in un mondo interconnesso. La sua comparsa in Italia, favorita dai milioni di spostamenti per le festività che creano "assembramenti eterogenei", non sorprende gli epidemiologi, i quali sottolineano come proprio questi momenti di socialità intensa costituiscano un volano ideale per la trasmissione di agenti infettivi. Ciò che si studia ora, al di là della semplice contagiosità, è il profilo antigenico di questa sottovariante e quanto esso si discosti dai ceppi presi in considerazione per la composizione del vaccino stagionale.

Sintomi e strumenti per il riconoscimento

Distinguere l'influenza provocata da questi virus, subdoli e in continua evoluzione, da altre malattie respiratorie in circolazione rappresenta una sfida per molti. Oltre alla febbre, che rimane un segnale cardine, la dottoressa Melania De Nichilo Rizzoli ha evidenziato altri due sintomi caratteristici per il riconoscimento, pur senza specificarli nel dettaglio nelle dichiarazioni riportate. Per fare maggiore chiarezza, i pediatri propongono uno strumento pratico: un questionario a punteggio basato su una serie di domande mirate. Sommandoli, si ottiene un risultato che, se uguale o superiore a 210, indica con buona probabilità l'influenza; un totale tra 190 e 205 lascia spazio al dubbio, mentre un punteggio pari o inferiore a 185 orienta verso "altri agenti infettivi".

La regola delle "tre L" e le misure di protezione

Di fronte al moltiplicarsi dei casi, le raccomandazioni cliniche tornano a fondarsi su principi consolidati, seppur sempre validi. La stessa dottoressa De Nichilo Rizzoli suggerisce di applicare la semplice regola delle “tre L”: letto, latte e lana, ovvero riposo assoluto, un’alimentazione sana e leggera con una corretta idratazione, e il rigore nel mantenersi al caldo. Queste indicazioni, unitamente alle precauzioni basilari di igiene delle mani e di protezione delle vie aeree in caso di tosse o starnuti, costituiscono la prima barriera contro la diffusione del virus, in attesa che il sistema sanitario monitori l’impatto reale di questa nuova variante sulla popolazione.

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