Aggredito infermiere al Pronto Soccorso di Treviso, Bizzarri: "Violenza inaccettabile"
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Redazione Interno
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Un infermiere in servizio al Pronto Soccorso dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso è stato aggredito nella notte da un uomo, il quale, dopo aver inseguito la compagna fino alla struttura sanitaria, ha violentemente scaricato la sua furia contro l'operatore che si era fatto garante della sicurezza della donna. L'episodio, avvenuto intorno alle 3.15 di questa mattina, lunedì 31 agosto 2026, rappresenta l'ennesimo, grave capitolo di una spirale di violenza che sembra non risparmiare gli operatori del settore, chiamati sempre più spesso a fare i conti con utenti aggressivi e con situazioni di estrema tensione; la dinamica dell'accaduto è stata ricostruita grazie al resoconto fornito dall'Azienda Sanitaria Ulss 2, che ha immediatamente condannato l'accaduto con parole durissime, esprimendo piena solidarietà al professionista coinvolto e ribadendo l'assoluta inaccettabilità di gesti che mettono a repentaglio la sicurezza di chi ogni giorno
Si dedica alla cura del prossimo.
La dinamica dell'aggressione e il Codice Rosa
Secondo quanto riferito dall'Ulss 2, tutto ha avuto inizio quando un'infermiere in servizio alla postazione Triage n. 1 ha accolto una donna che si presentava in ospedale riferendo di essere stata vittima di un'aggressione fisica da parte del suo compagno. L'operatore, attenendosi scrupolosamente ai protocolli aziendali previsti per i casi di violenza di genere, ha provveduto ad accompagnare la paziente in sicurezza all'interno dell'area rossa, dove, con il supporto del medico di turno, la donna ha potuto raccontare la dinamica di quanto accaduto e descrivere i traumi riportati.
Mentre la paziente veniva assistita, allo sportello del Triage si è presentato il presunto aggressore, il quale chiedeva con insistenza informazioni sulla presenza e sulle condizioni della compagna. In ottemperanza al protocollo aziendale per i "Codici Rosa", l'infermiere non ha fornito alcun dato, scatenando la reazione dell'uomo, che ha inizialmente assunto un atteggiamento minaccioso e alterato, urlando e accusando l'operatore di mentire, salvo poi allontanarsi momentaneamente per fare ritorno poco dopo, sempre più esasperato e determinato a ottenere le informazioni che desiderava.
L'assalto all'operatore e l'intervento della vigilanza
La situazione è rapidamente degenerata quando l'uomo, non ricevendo le risposte che pretendeva, ha varcato la postazione del Triage n. 1, ha afferrato l'infermiere per il collo e lo ha spinto con violenza contro una porta scorrevole, provocandogli una serie di traumi localizzati al collo e alla nuca.
L'aggressione, brutale e improvvisa, è stata interrotta soltanto dal tempestivo intervento del servizio di vigilanza dell'ospedale, che è riuscito ad allontanare l'individuo dalla postazione e a mettere in sicurezza l'operatore, consentendo a quest'ultimo di attivare immediatamente le procedure di emergenza previste in casi del genere.
Una volta rientrato nei locali interni e messo in salvo, l'infermiere ha infatti azionato il braccialetto anti-violenza, che consente di lanciare un allarme in tempo reale, ha contattato le Forze dell'Ordine e ha allertato i colleghi presenti in turno, i quali si sono prontamente attivati per gestire l'emergenza e assicurare il supporto necessario al collega rimasto vittima dell'ennesimo episodio di violenza in un luogo che dovrebbe essere, per definizione, dedicato alla cura e alla protezione delle persone più fragili.
L'intervento delle Forze dell'Ordine e le dichiarazioni del Direttore Generale
Sul posto sono giunti poco dopo gli agenti della Polizia di Stato, ai quali l'infermiere ha fornito un resoconto dettagliato dell'accaduto, descrivendo minuziosamente la dinamica dell'aggressione e identificando il suo aggressore; l'uomo, un 45enne originario di Latina di cui non sono state rese note le generalità, è stato quindi portato via dagli agenti.
L'infermiere, la cui identità è stata protetta, è stato successivamente sottoposto a visita medica e, al termine degli accertamenti, è stato dimesso con una prognosi di sette giorni per i traumi riportati al collo e alla nuca, che per fortuna non sembrano aver causato conseguenze permanenti.
La vicenda ha suscitato la dura condanna del Direttore Generale dell'Ulss 2, Giancarlo Bizzarri, che ha espresso parole di forte vicinanza e solidarietà all'operatore aggredito: "All'infermiere vittima dell'aggressione va tutta la nostra vicinanza e solidarietà. A lui, come a tutti i nostri operatori che si trovano ad affrontare utenti immotivatamente aggressivi, va la comprensione e il grazie nostro e di tutti gli assistiti che quotidianamente plaudono alla qualità dell'assistenza che il nostro personale garantisce, con professionalità e dedizione".
Bizzarri ha poi sottolineato come non sia assolutamente tollerabile che "chi applica rigorosamente i protocolli a tutela delle persone e dedica la propria professionalità alla cura diventi bersaglio di una violenza così cieca e brutale", annunciando che l'Azienda si è già attivata per offrire il massimo supporto all'infermiere coinvolto, che ha agito con grande correttezza e senso del dovere.
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