Aggressione in ospedale a Treviso, infermiere preso per il collo e sbattuto contro una porta
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Redazione Interno
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Un infermiere in servizio al Pronto Soccorso dell'ospedale di Treviso è stato aggredito nella notte da un uomo, il quale aveva appena picchiato la compagna e l'aveva seguita fino alla struttura sanitaria. L'episodio, che si inserisce nella tragica scia di violenze contro il personale sanitario e di casi di maltrattamenti sulle donne, si è verificato intorno alle 3.15 di questa mattina presso la postazione di Triage numero 1, dove la vittima, un operatore sanitario, stava prestando soccorso alla donna appena arrivata.
Secondo le prime ricostruzioni fornite dall'azienda sanitaria Ulss 2, la donna si era presentata al pronto soccorso riferendo di essere stata vittima di un'aggressione fisica da parte del compagno. Mentre l'infermiere, seguendo il protocollo del Codice Rosa, l'ascoltava e la metteva in sicurezza facendola accomodare nell'area rossa del reparto, l'uomo è entrato nella struttura ed ha cominciato a minacciare medici e infermieri, pretendendo di sapere dove si trovasse la compagna e pretendendo di vederla.
La dinamica dell'aggressione e il ruolo del Codice Rosa
Di fronte al rifiuto del personale di fornire informazioni sulla donna, peraltro in linea con le procedure di protezione previste per le vittime di violenza, l'uomo ha reagito in modo violento. Ha afferrato l'infermiere per il collo, scaraventandolo contro la porta della stanza in cui si trovava. L'aggressione, avvenuta a notte fonda, ha sconvolto il personale di turno, che ha immediatamente attivato le procedure di sicurezza interne e richiesto l'intervento delle forze dell'ordine, giunte sul posto per riportare la calma e identificare l'aggressore.
L'infermiere, che ha riportato delle lesioni, è stato medicato e si trova ora in stato di shock per quanto accaduto, anche se le sue condizioni fisiche non sembrano destare particolare preoccupazione.
Un episodio che si ripete nei pronto soccorso italiani
L'ennesima aggressione ai danni di un operatore sanitario riaccende i riflettori su un fenomeno ormai strutturale e preoccupante, che vede medici, infermieri e oss sempre più esposti a scatti d'ira e violenze fisiche da parte di pazienti o dei loro accompagnatori. L'episodio di Treviso, oltre a configurarsi come un attacco a un lavoratore che stava svolgendo il proprio dovere, rappresenta un drammatico intreccio con la piaga della violenza di genere, dato che l'aggressore aveva già usato la violenza contro la compagna prima di riversarla sull'operatore sanitario che si era frapposto tra loro.
La condanna dell'azienda sanitaria e la solidarietà al personale
La direzione dell'Ulss 2 ha espresso immediata solidarietà all'infermiere aggredito, definendo l'accaduto come un atto inaccettabile e ribadendo l'importanza di tutelare la sicurezza di chi lavora in prima linea. L'azienda ha fatto sapere che valuterà le iniziative legali del caso per sostenere il dipendente e che è già al lavoro per potenziare ulteriormente le misure di sicurezza all'interno dei propri presidi, sebbene episodi del genere, caratterizzati dall'imprevedibilità e dalla rabbia improvvisa, risultino spesso difficili da prevenire nonostante i protocolli esistenti.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini per ricostruire con esattezza l'intera dinamica e per procedere nei confronti dell'uomo, che ora dovrà rispondere non solo delle lesioni all'infermiere ma anche dei maltrattamenti nei confronti della compagna.
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