Mediterranea, multa e fermo per la nave che ha disobbedito sul porto di sbarco

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La nave della ong Mediterranea Saving Humans, guidata da Luca Casarini e Beppe Caccia, è stata colpita da una sanzione amministrativa di diecimila euro e da un provvedimento di fermo, poiché ha disatteso le disposizioni delle autorità italiane che indicavano Genova come approdo designato. L’imbarcazione, invece, ha scelto di dirigersi verso il porto di Trapani per consentire lo sbarco urgente di dieci persone – tre minori non accompagnati compresi – che erano state tratte in salvo nel corso di una operazione notturna al largo della Libia.

Parallelamente, un’altra vicenda coinvolge la ong Trotamar III, la cui nave è stata sequestrata nel porto di Lampedusa. L’equipaggio, dopo aver avvistato e soccorso un’imbarcazione in difficoltà con a bordo ventidue migranti, è stato accusato di non aver adeguatamente informato le autorità libiche. Il provvedimento, che stabilisce un blocco della durata compresa tra i dieci e i venti giorni, si inserisce in un contesto normativo sempre più rigido.

Queste azioni di contrasto alle attività delle organizzazioni non governative trovano una chiara giustificazione nelle recenti dichiarazioni del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, il quale ha ribadito – anche attraverso i propri canali social – che la coordinazione dei soccorsi in mare è compito esclusivo dello Stato, e non di soggetti privati. "È lo Stato che contrasta i trafficanti di esseri umani e gestisce e coordina i soccorsi in mare. Non le ONG", ha scritto il ministro commentando proprio il caso della nave di Mediterranea.

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