Il Venezia vola in serie A, la Reggiana sprofonda in C. E il Frosinone ormai vede la porta
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Redazione Sport
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È bastato un pomeriggio di fuoco, condito da rimpianti e colpi di scena, per cesellare i primi due veri capitoli della stagione di cadetteria. Il campo, si sa, emette sentenze inappellabili: al termine della trentasettesima giornata – l’ultima antesignana del gran finale – i verdetti, sebbene parziali per alcune zone della classifica, assumono già i contorni della definitività per due specifiche protagonisti. Da una parte c’è il Venezia, che torna nell’élite del calcio italiano a distanza di appena un singolo anno dal purgatorio; dall’altra, la Reggiana, costretta a fare i conti con una retrocessione che sa di resa anticipata.
L’impresa di Stroppa, il pari che sapeva di promozione
La truppa allenata da Giovanni Stroppa – tecnico che ormai ha fatto dell’ascesa in massima serie una consuetudine quasi statistica – ha costruito la propria risalita sul filo del pareggio più utile. Sul campo dell’ultima della classe, lo Spezia, i lagunari hanno vissuto una gara dai due volti: avanti grazie alle reti di Yeboah al settimo e di Sagrado al settantesimo, si sono poi visti rimontare dalle segnature di Valoti e Artistico nel finale. Eppure, un 2-2 che sapeva di beffa si è trasformato in festa grazie alla contemporanea, e ben più amara, sconfitta del Monza sul campo del Mantova. Con 79 punti in cascina, frutto di un cammino autoritario che lo ha visto stabilmente nelle zone alte, il club veneto festeggia la terza promozione in cinque anni: un’abitudine al lusso, per una realtà che continua a riaffacciarsi nella massima serie.
Strategia vincente: il metodo che non sbaglia un colpo
Stroppa, bisogna dirlo, è diventato una sorta di garanzia per la serie B. La promozione ottenuta con il Venezia rappresenta la quarta promozione degli ultimi sei anni tra i cadetti, dopo quelle già centrate con Crotone, Monza e Cremonese. Una vera e propria macchina da guerra quella messa in piedi dall’allenatore, capace di rigenerare un ambiente scosso dalla retrocessione dell’anno precedente. La società, dal canto suo, aveva impostato il mercato proprio con l’obiettivo di un immediato ritorno in A, pescando innesti mirati come Andrea Adorante, autore di sedici reti, e valorizzando la spina dorsale composta da elementi come lo statunitense Busio o il portiere Stankovic, spesso decisivo tra i pali.
I verdetti di fondo: la Reggiana sola, la corsa alle spalle
Mentre il Venezia si gode l’aria della ribalta, il fondo della classifica piange una delle sue vittime illustri. La Reggiana, infatti, è la prima squadra a salutare la categoria con un turno d’anticipo, sprofondando aritmeticamente in serie C. Un verdetto crudele che chiude anzitempo i giochi per i granata, condannati a ricostruire dai dilettanti. Diverso il discorso per le formazioni impegnate nella lotta per non affondare: Padova e Sampdoria hanno strappato la salvezza, anche se con modalità opposte. I veneti, in particolare, ce l’hanno fatta solo nei minuti di recupero, con una rete che sapeva di liberazione, mentre i blucerchiati hanno gestito la pressione senza grossi patemi. Tutto rimandato, invece, per le altre posizioni di coda, dove lo scenario resta nebuloso e destinato a risolversi solo nella bolgia dell’ultimo novantesimo.
L’ombra del Monza e il sorriso del Frosinone: corsa a due
Se la promozione diretta ha già un nome, la seconda poltrona che vale la serie A è ancora in bilico e profuma di duello. La sconfitta dei brianzoli a Mantova (ko per 3-2) ha rappresentato una mazzata psicologica non indifferente, visto che ha permesso al Frosinone – vittorioso di misura per 1-0 sul campo della Juve Stabia grazie alla rete di Bracaglia – di issarsi a 78 punti, agganciando virtualmente il secondo posto. Adesso la situazione è chiara: il Monza scivola a -3 proprio dai ciociari, complicando enormemente il proprio cammino verso la promozione diretta. Per i gialloblù di Stroppa, invece, l’ultima sfida contro il Frosinone in casa avrà il sapore di una passerella, ma anche di un banco di prova per testare la tenuta in vista del grande salto. Nessuno, a questo punto, può dirsi al sicuro, ma la sensazione è che l’inerzia del campionato penda decisamente dalla parte del Frosinone.




