Il caso Minetti e la procura di Milano: «Nessun riscontro alle accuse sulla villa in Uruguay»

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La procura di Milano, dopo aver esaminato gli atti pervenuti anche attraverso i canali internazionali, ha archiviato – almeno per il momento – l’ipotesi di procedere con una rogatoria. Il motivo, a dirla con le parole degli stessi inquirenti, risiede in un dato tanto semplice quanto dirimente: non esisterebbe, allo stato attuale, alcun riscontro obiettivo alle dichiarazioni rese dalla massaggiatrice che per quasi vent’anni ha lavorato nella villa di Punta del Este, quella stessa residenza uruguaiana dove risiede Nicole Minetti. E senza quel riscontro, spiegano dalla procura, non si ravvisa la necessità di convocare ufficialmente la donna per sentirla nuovamente. Le sue accuse, per quanto gravi nelle forme e nei dettagli riferiti alla stampa, restano dunque sospese in un vuoto probatorio che i magistrati milanesi non intendono colmare con atti meramente esplorativi.

Il parere sulla grazia non cambia, almeno per ora

La procura generale di Milano, dal canto suo, ha ribadito un concetto che filtra ormai da settimane negli uffici di via Freguglia: il parere sulla grazia richiesto per Nicole Minetti – condannata in via definitiva per i noti procedimenti Ruby e Rimborsopoli – rimane confermato nei suoi termini essenziali. Ciò significa che, ad oggi, non sussistono elementi nuovi tali da indurre un ripensamento sulla valutazione già trasmessa al Quirinale. Le risposte parzialmente pervenute dall’Interpol, spiegano i magistrati, non hanno offerto quelle prove capaci di scardinare l’impianto su cui si fonda l’atto di clemenza. E l’atto di clemenza, va ricordato, era stato ritenuto ammissibile sulla base di due pilastri: lo stile di vita ritenuto compatibile con il beneficio, e le ragioni umanitarie legate all’adozione di un minore.

Le verifiche in corso e il silenzio della testimone chiave

Gli approfondimenti, è bene sottolinearlo, non si sono comunque arrestati. La procura generale continua a condurre verifiche, anche alla luce di quanto pubblicato da alcuni organi di stampa – tra cui articoli apparsi sul Fatto Quotidiano – che avevano sollevato interrogativi sulla reale condotta di Minetti durante gli anni trascorsi in Sudamerica. In particolare, gli inquirenti stanno cercando di accertare l’esistenza di eventuali altri testimoni, mai emersi prima d’ora, le cui dichiarazioni potrebbero eventualmente offrire un quadro diverso rispetto a quello ritenuto finora congruo per la concessione della grazia. Ma la massaggiatrice, quella che ha parlato a più riprese di presunti festini e di un presunto giro di escort nella villa di Punta del Este, resta per ora figura non essenziale agli occhi della procura generale. «Al momento non abbiamo necessità di sentirla», è il messaggio che trapela senza troppi giri di parole.

Il rapporto dell’Interpol e la parola “infondato”

C’è un passaggio, contenuto nel rapporto che l’Interpol ha trasmesso alla procura di Milano, che pesa come un macigno sulla credibilità della ricostruzione offerta dalla donna. Secondo quanto è stato possibile apprendere, gli organismi internazionali hanno definito il racconto della massaggiatrice uruguaiana – quello relativo ai presunti festini con escort nella residenza di Nicole Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani – una ricostruzione «priva di fondamento». Una formula asciutta, burocratica, ma di una durezza sostanziale. Perché se l’Interpol, con i suoi canali investigativi e i suoi contatti diretti con le polizie locali, arriva a esprimersi in questi termini, diventa difficile per la procura di Milano giustificare un’attività rogatoria internazionale. E senza rogatoria, senza nuovi elementi verificati, il quadro probatorio rimane inchiodato alle stesse coordinate già note. Le accuse, insomma, non trovano terreno su cui attecchire; e la possibilità che la grazia venga concessa – o negata – continuerà a dipendere dagli elementi già valutati, non da quelli che qualcuno, forse, avrebbe voluto aggiungere.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.