Meloni ai Volenterosi: unità con gli Stati Uniti per sostenere Kiev, Putin fa richieste irrealistiche
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Redazione Esteri
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“Con Kiev fino alla fine, Putin fa richieste ridicole”. Con questa netta affermazione, il premier britannico Keir Starmer ha inaugurato a Londra il vertice dei cosiddetti Volenterosi, alla presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e del segretario generale della Nato Mark Rutte. L’occasione, che ha riunito diversi leader europei sia in presenza che in collegamento remoto, è servita a ribadire la necessità di una strategia coordinata, la quale, come ha sottolineato Starmer, deve mirare a “portare al tavolo” negoziale la controparte russa attraverso “la massima pressione”, unica strada percorribile per “fermare le uccisioni”. Un quadro, questo, che si delinea mentre le offensive sul terreno continuano a provocare vittime e distruzioni, e che trova l’Italia pienamente allineata con la posizione atlantica.
La posizione di Roma e il sostegno a Zelensky
Giorgia Meloni, che ha partecipato in videocollegamento all’incontro, ha confermato il “fermo e determinato” sostegno dell’Italia all’Ucraina, un impegno che si articola sia sul piano militare che su quello umanitario a favore di una popolazione civile stremata dal conflitto. La presidente del Consiglio, che aveva già avuto un colloquio diretto con Zelensky nelle scorse ore, ha insistito particolarmente, nel corso del suo intervento, sull’imperativo di una coesione transatlantica, ritenuta fondamentale per giungere a una “pace giusta e duratura”. Una visione, la sua, che passa per il mantenimento di un fronte unito con gli Stati Uniti, i quali, assieme all’Unione Europea, hanno recentemente inasprito le misure restrittive contro Mosca in risposta alla sua persistente indisponibilità a cessare le ostilità.
Il contesto diplomatico e le nuove sanzioni
La riunione dei Volenterosi si è tenuta, non a caso, sullo sfondo delle decisioni parallele assunte da Bruxelles e Washington di introdurre ulteriori pacchetti di sanzioni, uno strumento che le potenze occidentali continuano a utilizzare nel tentativo di indebolire le capacità belliche russe. Questa mossa diplomatica rappresenta una reazione diretta alla chiusura dimostrata dal Cremlino, il quale, stando alle valutazioni dei partecipanti al vertice, avanza pretese considerate irrealistiche e lontane dalle condizioni minime per avviare un negoziato serio. Lo stesso Zelensky, dopo l’incontro londinese, ha proseguito la sua intensa agenda diplomatica incontrando il premier Starmer a Downing Street, un ulteriore tassello di una campagna internazionale volta a tenere alta l’attenzione sulla crisi.
La cornice internazionale e le prospettive immediate
L’atmosfera del summit è stata caratterizzata da un senso di urgenza, dettato dall’evolversi della situazione sul campo e dalla consapevolezza che solo un’azione collettiva e coesa possa influenzare le dinamiche del conflitto. La partecipazione di figure di primo piano come il segretario della Nato Rutte conferma come la questione ucraina rimanga al centro dell’agenda di sicurezza euro-atlantica, con tutti gli attori coinvolti che cercano di bilanciare il sostegno militare a Kiev con gli sforzi diplomatici. La visita di Zelensky al Castello di Windsor, dove è stato ricevuto, ne è una chiara dimostrazione, segnalando un continuo e alto livello di supporto politico al governo di Kiev nel suo sforzo di resistenza.




