Meloni a Parigi il 6 gennaio per il vertice della coalizione dei volenterosi
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Redazione Esteri
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Il primo impegno internazionale dell’anno per la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sarà martedì 6 gennaio a Parigi, come confermato dall’agenda pubblicata sul sito di Palazzo Chigi. La riunione, convocata dal presidente francese Emmanuel Macron al Palazzo dell’Eliseo, vedrà riuniti i leader di oltre trenta Paesi aderenti alla cosiddetta Coalizione dei Volenterosi, un gruppo che – al di là delle strutture comunitarie – coordina il supporto politico, strategico e militare a Kiev.
L'obiettivo del summit parigino
L’incontro, fissato per le 14:00, si prefigge di discutere degli impegni di lungo periodo a tutela dell’Ucraina, concentrandosi in particolare sulle garanzie di sicurezza bilaterali che i singoli Stati potrebbero offrire a Kiev, indipendentemente dall’evolversi del conflitto o da un eventuale, futuro accordo di pace con la Russia. Si tratta, in sostanza, di definire un quadro durevole di sostegno, che vada oltre la logica emergenziale degli aiuti immediati e getti le basi per una collaborazione strategica stabile, un tema che acquisisce ulteriore rilevanza nel contesto dell’attuale fase del conflitto.
Il contesto diplomatico europeo
La diplomazia europea, del resto, procede per gradi nel tentativo di ridare slancio alla propria azione sulla questione ucraina, muovendosi su due binari paralleli. Da un lato, infatti, si svolgono consultazioni tecniche e politiche a Kiev, mirate a definire nel dettaglio la natura e la portata di queste garanzie di sicurezza. Dall’altro, si organizzano vertici ad alto livello come quello parigino, dove i capi di Stato e di governo possono confrontarsi direttamente per armonizzare le rispettive posizioni e sforzi, in un momento in cui appare prematuro, per gli alleati europei, cercare un coinvolgimento diretto dell’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
La posizione italiana sul supporto a Kiev
La partecipazione italiana al vertice si inserisce in una linea d’azione che Roma ha mantenuto con coerenza, distinguendo tra diverse forme di assistenza. Il governo Meloni, come ribadito in più occasioni, esclude categoricamente l’invio di soldati italiani in territorio ucraino, una opzione che non è mai stata sul tavolo delle discussioni. La contribuzione dell’Italia, invece, si è focalizzata e continuerà a concentrarsi su altri pilastri: il supporto finanziario, la fornitura di materiale difensivo e, non ultimo, l’addestramento delle forze armate ucraine, un’attività che rientra pienamente nell’ambito delle iniziative sostenute dalla coalizione dei volenterosi e che rappresenta una componente essenziale per rafforzare le capacità di difesa di Kiev sul campo.




