Vicenza, raduno social del tiktoker «Il vucumprà» finisce nel caos: danni al parcheggio e scontro politico
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Redazione Esteri
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Una sfida lanciata su TikTok si è trasformata in un pomeriggio di disordini nel centro di Vicenza. Centinaia di giovanissimi si sono radunati a Campo Marzo, davanti alla stazione ferroviaria, per partecipare a una «aura battle» organizzata dal tiktoker Hamza Messaf, conosciuto sui social come «Il vucumprà». L'appuntamento prometteva vestiti firmati a chi si fosse presentato con l'abbigliamento più brutto, ma la folla ha presto superato ogni previsione e la situazione è degenerata, con danneggiamenti a un parcheggio pubblico e momenti di tensione tra i partecipanti.
L'evento e la fuga del tiktoker
L'iniziativa era stata annunciata sui social nei giorni precedenti, con appuntamento fissato per le 16 di sabato 3 ottobre. Secondo quanto ricostruito, l'organizzatore aveva preavvisato le forze dell'ordine indicando una partecipazione inferiore alle cinquanta persone. A Campo Marzo si sono invece presentati oltre quattrocento ragazzi, per lo più minorenni, arrivati non soltanto dalla città ma da tutta la provincia e da altre zone del Veneto. Quando i presenti hanno scoperto che il tiktoker non aveva con sé tutti i capi di abbigliamento promessi, i toni si sono alzati.
Alcuni hanno iniziato a spingere e schiaffeggiare lui e il bodyguard che lo accompagnava. Messaf si è rifugiato nel parcheggio Verdi, dove aveva lasciato il proprio furgone, ed è riuscito ad allontanarsi grazie all'intervento delle forze dell'ordine.
I danni al parcheggio e le indagini
Nel parapiglia, una parte della folla ha preso di mira il mezzo con cui era arrivato il tiktoker e si è riversata nell'area di sosta interrata. Sono stati danneggiati l'ascensore, la sbarra elettrica dell'uscita e le porte automatiche del parcheggio. Alcuni automobilisti sono rimasti bloccati all'interno della struttura. La polizia locale è intervenuta sul posto e ha avviato gli accertamenti per risalire ai responsabili dei singoli danneggiamenti.
Il sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, ha chiesto che venga fatto tutto il possibile per identificare chi si è reso responsabile di atti di vandalismo o aggressioni, contattando la società proprietaria dell'impianto per procedere con la denuncia e la richiesta di risarcimento. «Chi rompe, aggredisce o danneggia deve essere individuato e deve rispondere di quello che ha fatto», ha dichiarato il primo cittadino.
Le reazioni politiche
L'episodio ha avuto immediate ripercussioni sul piano politico. Il deputato di Fratelli d'Italia Silvio Giovine ha annunciato un'interrogazione al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per chiarire se il sindaco avesse richiesto la convocazione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica e quali misure fossero state predisposte per prevenire i disordini. Il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini ha definito i responsabili dei danneggiamenti «balordi», annunciando che presenterà personalmente le denunce necessarie affinché vengano puniti.
La sottosegretaria leghista Mara Bizzotto ha parlato di «atti di teppismo puro» e di «disprezzo totale per le nostre città». Il deputato di Futuro Nazionale Gianangelo Bof è andato oltre, sostenendo che «la soluzione resta solo una: remigrazione». Il sindaco Possamai, dal canto suo, ha invitato a non liquidare la vicenda come un semplice episodio di vandalismo, definendola «un problema sociale enorme» che coinvolge famiglie, social network e modelli di successo legati a vestiti, follower e visibilità.
Chi è il tiktoker e cosa sono le aura battle
Hamza Messaf, 24 anni, di origini marocchine, è nato a Casalmaggiore, in provincia di Cremona, e risiede a Viadana, nel Mantovano. Il suo nome d'arte, «Il vucumprà», nasce come scelta provocatoria: un'espressione storicamente usata in modo dispregiativo verso i venditori ambulanti stranieri, trasformata in un marchio ironico e riconoscibile. Su TikTok conta oltre mezzo milione di follower, a cui si aggiungono centinaia di migliaia di seguaci su Instagram e YouTube. I suoi contenuti si basano su interviste di strada, sfide estetiche e sketch legati alla cultura giovanile di provincia.
Non è il primo episodio che lo vede protagonista di situazioni problematiche: appena tredici giorni prima, il 20 settembre, si era avvicinato all'eurodeputata leghista Silvia Sardone durante un confronto. La formula dell'«aura battle», nata in America Latina e diffusa in Europa attraverso TikTok, consiste in una sfida dal vivo in cui due ragazzi si confrontano a colpi di pose, gesti e riferimenti ai meme più virali, senza contatto fisico. A decretare il vincitore è il pubblico, con applausi e risate.
Il concetto di «aura», nel gergo giovanile, indica una combinazione di carisma, sicurezza di sé e capacità di catturare l'attenzione senza apparente sforzo.
Il dibattito in Consiglio comunale e le richieste di chiarimento
Dopo quanto accaduto, dodici consiglieri di centrodestra hanno presentato una richiesta formale di dibattito in Consiglio comunale ai sensi dell'articolo 18 del Regolamento. Nel documento si chiede di fare chiarezza sulla gestione dell'evento, sull'attività preventiva svolta e sulle misure che l'Amministrazione intende adottare per episodi analoghi. I consiglieri sottolineano che l'appuntamento era stato pubblicizzato pubblicamente sui social già nei giorni precedenti e chiedono di sapere quali informazioni fossero in possesso delle istituzioni prima del 3 ottobre.
La richiesta porta le firme di Nicolò Naclerio, Marco Zocca, Giorgio Conte, Michele Dalla Negra, Stefano Notarangelo, Francesco Saoncella, Francesco Rucco, Jacopo Maltauro, Valeria Porelli, Ivan Danchielli, Valerio Sorrentino e Liliana Zocca.
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