Incendio a Creta, le fiamme devastano l'isola: migliaia di evacuati e morti due pompieri
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Redazione Esteri
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L'isola di Creta è in ginocchio a causa di un vasto incendio che da mercoledì sta devastando la regione di Rethymno, nel sud dell'isola. Le fiamme, alimentate da venti fortissimi che hanno reso vano qualsiasi tentativo di contenimento aereo, hanno costretto le autorità a disporre l'evacuazione di migliaia di persone, mentre il bilancio delle vittime registra già la morte di due vigili del fuoco, rimasti intrappolati dal fuoco durante le operazioni di spegnimento.
Il rogo divampato a Krya Vrysi e l'avanzata incontrollata
Il rogo è divampato intorno alle 14:30 di mercoledì nella bassa vegetazione nei pressi di Krya Vrysi, nel comune di Agios Vasilios. Sospinto da venti settentrionali che hanno raggiunto raffiche superiori ai 100 chilometri orari, il fuoco si è propagato con rapidità impressionante verso i centri abitati e le località turistiche della costa meridionale, arrivando a lambire Agia Galini, Agios Pavlos, Saktouria e numerosi altri insediamenti.
La situazione, descritta come "fuori controllo" dalla vice governatrice della regione di Rethymno, Maria Lioni, ha reso necessario un massiccio intervento dei soccorsi per fronteggiare un fronte di fuoco che, secondo le prime stime, ha superato i quindici chilometri di lunghezza.
Le vittime e le difficili operazioni di spegnimento
Nel corso delle operazioni di spegnimento, due vigili del fuoco hanno perso la vita nella zona di Krya Vrysi. Secondo le prime ricostruzioni, i due sarebbero rimasti intrappolati nel loro veicolo dopo aver perso l'orientamento a causa del fumo denso e dei cambiamenti improvvisi nella direzione delle fiamme. Le loro identità sono state successivamente rese note dalle autorità: si tratta di Pantelis Diamantakis, un giovane vigile del fuoco stagionale di 25 anni, e di Emmanouil Stratidakis, un collega di 58 anni con contratto quinquennale.
Oltre 220 vigili del fuoco, supportati da 53 mezzi terrestri e da unità specializzate, stanno lottando contro il fuoco, ma le condizioni meteorologiche avverse, con venti di forza 10-11 della scala Beaufort, stanno impedendo l'intervento efficace dei mezzi aerei, limitando le operazioni esclusivamente a terra.
Evacuazione di massa via terra e via mare
L'avanzata inarrestabile delle fiamme ha imposto l'evacuazione di circa ottomila persone, tra residenti e turisti, dalla località balneare di Agia Galini e da altri centri minacciati come Orne, Saktouria e Melambes. Le operazioni di sgombero, condotte principalmente via terra con l'ausilio della polizia, hanno indirizzato gli sfollati verso centri di accoglienza come Tympaki e verso strutture al sicuro a Rethymno.
In alcuni punti, dove la viabilità era compromessa, è stato necessario l'intervento della guardia costiera greca, che ha evacuato via mare un gruppo di 19 persone rimaste bloccate nell'area di Agios Pavlos, trasportandole in salvo al porto di Kokkinos Pyrgos.
Danni e cause ancora in via di accertamento
L'incendio ha provocato ingenti danni, distruggendo terreni agricoli, pascoli, fattorie, abitazioni e causando la morte di capi di bestiame. La valutazione completa dei danni, tuttavia, potrà essere effettuata soltanto a operazioni concluse, quando sarà possibile accedere in sicurezza alle aree colpite. Le cause che hanno innescato il rogo non sono ancora state chiarite e sono al momento oggetto di indagine da parte delle autorità, che non escludono alcuna ipotesi.
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