Addio ad Antonello Fassari, l’oste dei "Cesaroni" che ha fatto ridere e commuovere

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Antonello Fassari, volto indimenticabile della televisione e del cinema italiano, si è spento oggi a Roma all’età di 72 anni. La sua scomparsa lascia un vuoto nel mondo dello spettacolo, soprattutto per chi lo ha amato nei panni di Cesare, l’oste bonario e irresistibile della serie I Cesaroni, che lo ha reso un’icona popolare. Ma la sua carriera, iniziata con il diploma all’Accademia d’arte drammatica Silvio d’Amico nel 1975, è stata ben più ampia: dal teatro ai varietà, passando per ruoli drammatici che ne hanno dimostrato la versatilità.

Quella di Fassari era un’arte fatta di sfumature, capace di passare dalla comicità spontanea alla profondità drammatica senza sforzo. Se in I Cesaroni lo si ricorda per la battuta cult "Che amarezza!", in altre produzioni ha saputo scavare nell’animo umano con intensità. Come nel caso di Romanzo criminale, dove ha dato volto a Ciro Buffoni, o in Suburra, in cui ha interpretato il padre del personaggio di Elio Germano, dimostrando una capacità interpretativa che andava ben oltre il genere comico.

Negli ultimi anni, però, l’attore aveva affrontato un periodo difficile. In un’intervista rilasciata lo scorso anno al programma "La volta buona", aveva parlato apertamente della sua lotta contro ansia e depressione, aggravate dalla fine di un matrimonio durato oltre due decenni. A questi problemi si erano aggiunti quelli fisici, legati a un’angina pectoris che ne aveva minato ulteriormente la salute. Malgrado le difficoltà, fino all’ultimo era rimasto un punto di riferimento per colleghi e pubblico, che oggi lo ricordano con affetto e gratitudine.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.