Pontida, la Lega di Salvini tra il pratone e la fronda del Nord
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Redazione Interno
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Domenica 20 settembre la Lega torna a Pontida per il tradizionale raduno sul pratone bergamasco. Sarà un'edizione particolare: la prima dopo la morte di Umberto Bossi, avvenuta lo scorso marzo, e la più insidiosa per Matteo Salvini, chiamato a rispondere a un malessere interno che da mesi agita il partito. Lo slogan scelto, «Non passa lo straniero», è un richiamo alla leggenda del Piave e segna una linea identitaria e legata ai territori, senza i leader internazionali che avevano caratterizzato le edizioni passate.
Non ci saranno Marine Le Pen né Viktor Orbán, mentre è atteso un videomessaggio dello spagnolo Santiago Abascal, presidente di Vox, sulla crisi dei migranti a Ceuta.
I numeri di una crisi
L'appuntamento arriva in un momento di profonda difficoltà per il Carroccio. I sondaggi delle ultime settimane collocano la Lega tra il 5,1% e il 6,3%, con il dato più basso che segna un minimo storico per il partito di Salvini. A pesare è soprattutto la concorrenza di Futuro Nazionale, il partito fondato dall'ex generale Roberto Vannacci dopo l'addio alla Lega, accreditato tra il 7,1% e il 7,3%, ormai stabilmente sopra il Carroccio.
Lontanissimo appare il picco del 34% alle Europee del 2019, così come la stagione dei bagni di folla per il leader. Per il raduno di quest'anno il partito fa sapere che sono stati organizzati oltre cento pullman, un numero dimezzato rispetto ai «più di 200» vantati un anno fa, con l'aggiunta di un treno speciale da Roma e di un pacchetto viaggio e alloggio per chi arriva dal centrosud.
La fronda dei governatori e le richieste di cambiamento
Da mesi una parte del partito contesta la direzione presa dalla Lega di Salvini. Il fronte del Nord, che fa capo a figure come il governatore lombardo Attilio Fontana, il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo e l'ex presidente del Veneto Luca Zaia, chiede maggiore attenzione alle istanze settentrionali, una dimensione federale del partito sul modello dell'alleanza bavarese Cdu-Csu e una leadership collegiale.
Il progetto prevede un partito nazionale articolato in tre strutture interregionali, Lega Nord, Centro e Sud, ma Salvini aveva inizialmente respinto la proposta di modifica statutaria, salvo poi aprire a un confronto. Nei giorni scorsi erano comparse scritte sui muri e sugli asfalti di Pontida indirizzate al segretario, come «Salverdini traditore» e «Salvini ridacci la Lega», mentre nelle chat dei militanti lombardi e veneti circolava un'immagine con la frase «Se c'è lui io non ci sarò».
Il giallo delle due bandiere venete
A testimoniare il momento di tensione interna c'è anche una novità iconografica legata alla Liga Veneta. Le maxi bandiere con il leone di San Marco esposte di fronte ai militanti saranno due: la prima è il tradizionale «lenzuolo» di dodici metri per sei con il leone «andante» che mostra il libro aperto e la scritta «Pax tibi», di proprietà personale di Luca Zaia; la seconda, realizzata per l'occasione dai sodali del suo successore Alberto Stefani, raffigura invece il leone con il vangelo chiuso e la spada sguainata, il gonfalone di guerra della Repubblica Serenissima.
Non è ancora chiaro quale dei due stendardi sarà steso a terra e quale verrà srotolato dal palco, ma la compresenza dei due simboli riflette le anime diverse del partito veneto. Per la prima volta, inoltre, il bandierone non sarà srotolato da Zaia, che finché è stato presidente della Regione guidava il gruppo sul palco: quest'anno toccherà a Stefani rappresentare il Veneto.
La scaletta e il messaggio di Bossi
Resta ancora da definire la scaletta degli interventi, con l'incognita legata alla presenza sul palco dei governatori e degli esponenti della fronda. Salvini ha annunciato che il raduno sarà anche l'occasione per un omaggio a Umberto Bossi, il fondatore scomparso a marzo, definito «il genio assoluto che ci ha riuniti lì». Il segretario ha poi lanciato un appello all'unità, avvertendo che «ci sono sfide internazionali talmente importanti che non possiamo pensare di avere partiti nei partiti».
Nel pomeriggio di domenica è previsto anche il lancio della candidatura di Silvia Sardone, vicesegretaria ed eurodeputata, come sindaca di Milano per la coalizione di centrodestra.
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