Fondazione Cr Firenze, l’avanzo record da 119 milioni spinge il rilancio: dal Fulgor alle case per le forze dell’ordine
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Redazione Economia
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L’approvazione unanime del bilancio consuntivo 2025, arrivata ieri dal Comitato di Indirizzo, consegna alla Fondazione Cr Firenze un risultato economico senza precedenti: un avanzo di 119 milioni di euro, contro i 102 dell’esercizio precedente, segnando un incremento di diciassette milioni che equivale a una crescita del 16,7 per cento. Un dato, quest’ultimo, che non rappresenta soltanto un numero a consuntivo – per quanto brillante – ma l’effetto concreto di una strategia finanziaria che guarda con attenzione sia ai dividendi delle partecipazioni strategiche sia alla gestioneglobale del portafoglio. E qui, va detto, il peso specifico maggiore lo hanno avuto i 132,7 milioni di euro incassati grazie alle quote detenute in Intesa Sanpaolo (l’1,88 per cento, ormai al massimo consentito), senza dimenticare gli altri asset come Cassa depositi e prestiti (che arriva allo 0,67 per cento) e F2i, stabilmente al 2,23 per cento. Di fatto, quell’avanzo ha spinto il valore complessivo dell’attivo oltre la soglia dei 3,7 miliardi, mentre il patrimonio netto si attesta a quota 1,8 miliardi, con un incremento di circa 42 milioni rispetto al 2024.
L’impatto dei dividendi e la modifica dello statuto
A voler guardare la sostanza dei numeri, l’elemento centrale della solidità raggiunta risiede nella capacità dell’ente di capitalizzare i proventi delle sue partecipazioni principali – su tutte, il polo guidato dal capo di Intesa – senza però disdegnare la redditività degli investimenti mobiliari, che contribuisce a irrobustire un patrimonio ormai stabilmente sopra i due miliardi di valore patrimoniale netto. In parallelo, e come spesso accade nei momenti di massima liquidità, la governance ha scelto di consolidare la propria architettura amministrativa: via libera, infatti, alla modifica dello statuto che allunga da quattro a sei anni il mandato del presidente, una scelta che (una volta ottenuta la ratifica dal Ministero dell’Economia e delle Finanze) consentirà all’attuale vertice, Bernabò Bocca, di restare in carica fino all’autunno del 2029. Una decisione, quella sull’estensione del mandato, che non prevede il doppio mandato (la formula cosiddetta "6+6" è stata esclusa) e che mira a garantire una continuità operativa sui progetti a medio termine, dai quali dipendono gli stanziamenti già programmati sul territorio.
Le risorse per il territorio: 64 milioni e due interventi simbolo
Ed è proprio sul versante degli interventi concreti che l’avanzo trova la sua traduzione più visibile: la Fondazione mette a disposizione per il 2026 un totale di 64 milioni di euro, suddivisi in 40 milioni per le attività correnti e 24 destinati a progetti strategici, tra i quali spiccano, come annunciato dallo stesso presidente, undici iniziative specifiche a cui se ne affiancano altre a carattere multifunzionale. L’accelerazione, stando ai piani illustrati dalla dirigenza, si concentra su due fronti principali che da anni rappresentano altrettanti "buchi neri" per la città: da un lato la riqualificazione del complesso dell’ex cinema Fulgor, in via Maso Finiguerra, uno stabile chiuso dal 2016 e considerato dal presidente Bocca la vera "porta d’accesso" al quartiere. La Fondazione ha già formalizzato un’offerta vincolante alla curatela fallimentare per un importo inferiore ai due milioni di euro, in attesa che l’immobile vada all’asta; in caso di aggiudicazione, il progetto prevede che la struttura venga riconvertita in uno spazio per metà adibito a cinema d’essai (senza deroghe verso la grande distribuzione commerciale) e per l’altra metà a spazio polifunzionale.
Social housing e rigenerazione urbana: la scommessa sulle forze dell’ordine
L’altro pilastro del piano, non meno ambizioso, riguarda il versante abitativo e la sicurezza: dopo l’esperienza dei "Lupi di Toscana", la Fondazione sta mettendo a punto un maxi progetto di social housing destinato in modo specifico alle forze dell’ordine, per offrire alloggi a canone calmierato a quei poliziotti e carabinieri che – come spesso sottolineato negli stessi rapporti di settore – rifiutano il trasferimento a Firenze proprio per l’impossibilità di trovare case a prezzi accessibili. Parallelamente, il restyling di via Palazzuolo e via Maso Finiguerra prevede un investimento di 8 milioni di euro per il rifacimento totale delle strade, cantieri che (salvo intoppi burocratici) dovrebbero aprirsi entro l’autunno e concludersi in quattordici mesi. Un intervento, va ricordato, che parte dalla convenzione già firmata con il Comune di Firenze, dove la Fondazione stessa agirà come stazione appaltante. Molto dell’efficacia di queste operazioni, e in particolare del rilancio dell’ex cinema Fulgor, dipenderà dall’esito dell’asta, ma i numeri in bilancio – con un avanzo record e un fondo di stabilizzazione che sfiora ormai i 150 milioni – offrono a Bocca e al suo direttore generale, Gabriele Gori, un margine di manovra che in passato era impensabile.




