Belgrado, minorenne con coltelli ucciso davanti all'ambasciata israeliana
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Redazione Esteri
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Un assalitore armato di coltelli è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco da un agente di polizia dopo aver aggredito la guardia di servizio davanti all'ambasciata israeliana di Belgrado, in Serbia. L'episodio è avvenuto poco dopo la mezzanotte tra martedì 27 e mercoledì 28 ottobre, quando l'uomo ha preso di mira la gendarmeria che presidiava la sede diplomatica. Nessun membro del personale dell'ambasciata è rimasto ferito, secondo quanto comunicato dalle autorità serbe.
Il minorenne e il monitoraggio dei servizi di sicurezza
Il ministro dell'Interno Ivica Dacic ha dichiarato che la polizia tratta l'accaduto come un «attacco terroristico». Secondo il ministro, l'aggressore era un minorenne già noto per le simpatie verso lo Stato Islamico e per precedenti legati al fondamentalismo, e da tempo risultava sotto osservazione da parte dei servizi di sicurezza. Le prime comunicazioni della polizia, diffuse nelle ore successive ai fatti, parlavano invece di un aggressore non ancora identificato, per poi indicare un profilo più preciso man mano che gli accertamenti procedevano.
L'arma impiegata, secondo la ricostruzione delle autorità, era costituita da due coltelli con cui l'uomo si è avventato sull'agente. La reazione del poliziotto, che ha fatto fuoco, ha posto fine all'azione nel giro di pochi istanti e ha impedito che l'aggressore raggiungesse l'edificio dell'ambasciata.
Allerta al massimo e il precedente del 2024
Dopo l'attacco Dacic ha innalzato al massimo il livello di allerta terroristica in tutto il Paese, disponendo un rafforzamento della presenza delle forze dell'ordine nei luoghi ritenuti più sensibili. La misura riguarda in modo particolare le sedi diplomatiche e gli altri obiettivi considerati a rischio, che restano presidiati da pattuglie in numero maggiore rispetto ai giorni precedenti.
Non è la prima volta che la sede israeliana nella capitale serba diventa bersaglio. Il 29 giugno 2024 un uomo armato di balestra aveva colpito al collo un poliziotto di guardia davanti all'ambasciata, e l'agente, rimasto ferito, aveva risposto sparando e uccidendo l'attaccante. In quell'occasione Dacic aveva identificato l'aggressore in Milos Zujovic, venticinquenne di Mladenovac convertito all'Islam, e aveva parlato di terrorismo con possibile matrice jihadista, annunciando inoltre il fermo precauzionale di alcune persone e il rafforzamento delle misure di sicurezza intorno alla sede diplomatica.
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