Aggredito a Milano con un coltello, le condizioni della vittima restano stabili ma gravi. L'aggressore: «Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio»

Aggredito a Milano con un coltello, le condizioni della vittima restano stabili ma gravi. L'aggressore: «Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio»
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le condizioni di Gerardo P., il cinquantacinquenne aggredito e accoltellato nella mattinata di ieri all'esterno di un bar in via Alfonso Capecelatro, nel quartiere San Siro a Milano, restano stabili. L'uomo si trova ancora sotto sedazione, come rendono necessario i protocolli per le lesioni riportate, e i medici dell'ospedale Niguarda, dove è ricoverato, non hanno ancora sciolto la prognosi, che resta pertanto riservata.

Il quadro clinico rimane critico a causa delle gravi lesioni interne provocate dai numerosi colpi di lama, anche se nelle ultime ore non si sarebbero verificati peggioramenti. L'aggressione, avvenuta senza che la vittima potesse opporre resistenza, ha richiesto un intervento chirurgico d'urgenza per arginare le emorragie e riparare i danni agli organi colpiti.

La dinamica dell'aggressione e le dichiarazioni dell'indagato

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e riportato nel capo di imputazione, l'aggressore, Lamin Saidilly, ventidue anni, ha agito con premeditazione e determinazione. Il giovane, che indossava un passamontagna nero per coprirsi il volto, ha avvicinato la vittima alle spalle mentre si trovava all'esterno del locale, senza proferire alcuna frase. Con un coltello dalla lama lunga ventuno centimetri, Saidilly ha sferrato venti fendenti, colpendo Gerardo P. alla testa, al collo, al torace e all'addome, per poi allontanarsi.

Le forze dell'ordine, allertate dai presenti, sono riuscite a rintracciarlo e a fermarlo poco dopo l'accaduto, anche grazie alle descrizioni fornite da alcuni testimoni che avevano notato l'uomo con il volto travisato mentre si allontanava in fretta dalla scena del crimine.

La frase choc dell'aggressore: «Mi sono divertito»

Durante il fermo, Lamin Saidilly si è lasciato andare a dichiarazioni che hanno sconvolto gli inquirenti e che ora fanno parte degli atti dell'indagine. Alle forze dell'ordine che lo hanno bloccato, ha infatti dichiarato: «Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio». Una frase che testimonia la lucidità e la pericolosità del soggetto, il quale non ha mostrato alcun segno di pentimento o di ripensamento per quanto commesso.

La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per tentato omicidio, ipotizzando che l'azione possa essere stata condotta con dolo eventuale o addirittura con l'intenzione di uccidere, considerata la violenza e il numero di colpi inferti in zone vitali del corpo. Al momento, non emergono elementi che possano far pensare a un movente preciso, né sembra che tra vittima e aggressore vi fossero precedenti contatti o rapporti noti agli investigatori.

L'inchiesta e le indagini in corso a Milano

Gli inquirenti stanno ora lavorando per ricostruire i movimenti di Saidilly nelle ore precedenti all'attacco, così da comprendere se si sia trattato di un gesto isolato o se vi siano altri elementi da chiarire riguardo alla sua condotta. Gli agenti della questura di Milano stanno acquisendo i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona di via Alfonso Capecelatro, nella speranza di ottenere ulteriori dettagli utili a ricostruire con esattezza la sequenza dei fatti e a verificare se l'aggressore avesse un complice o se avesse agito da solo.

Nel frattempo, la vittima rimane ricoverata nel reparto di terapia intensiva del Niguarda, dove il personale medico ne monitora costantemente i parametri vitali, in attesa che le sue condizioni possano finalmente consentire ai medici di esprimere una prognosi più precisa e, si spera, meno riservata.

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