Aggressione al bar La Giada a Milano, il 22enne Lamin Saidilly arrestato per tentato omicidio: «Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio»

Aggressione al bar La Giada a Milano, il 22enne Lamin Saidilly arrestato per tentato omicidio: «Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio»
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non è più in pericolo di vita Gerardo Pastore, il 55enne accoltellato nella mattinata di sabato 4 luglio all'esterno del bar La Giada in via Capecelatro, nel quartiere San Siro a Milano. L'uomo, che si trovava a fare colazione con il padre 78enne, è stato raggiunto da venti fendenti sferrati da un giovane con il volto coperto, in un'aggressione improvvisa e apparentemente priva di movente.

Trasportato d'urgenza in codice rosso all'ospedale Niguarda, Pastore è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico nella serata di sabato; le sue condizioni, sebbene ancora in prognosi riservata, sono in via di miglioramento e la prognosi potrebbe essere sciolta già nella giornata odierna, con il 55enne che rimane ricoverato in terapia intensiva post-operatoria.

Le ferite da taglio riportate, che hanno interessato l'addome, il torace, la testa e il collo, per quanto numerose non sarebbero state particolarmente profonde da compromettere definitivamente le funzioni vitali.

L'identikit dell'aggressore e le parole choc agli agenti

L'autore del gesto è stato identificato in Lamin Saidilly, un 22enne nato a Conegliano Veneto da genitori di origine gambiana. Il giovane, che secondo le prime ricostruzioni si sarebbe allontanato da casa senza preavviso circa una settimana prima dell'aggressione, è stato bloccato e disarmato da alcuni avventori del bar, tra cui il padre della vittima e due muratori di origine egiziana, Sobhi Rezk Azzam e Suleimana Osama, che lo hanno immobilizzato a terra fino all'arrivo delle volanti della polizia.

L'arma del delitto, un coltello dalla lama di 21 centimetri, è stata sequestrata dagli agenti della Digos. Al momento dell'arresto, Saidilly, che si trova ora nel carcere di San Vittore in attesa dell'interrogatorio di convalida davanti al gip Luigi Iannelli, ha pronunciato frasi che hanno sconvolto gli investigatori: «Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio».

Il pm Elio Ramondini, che coordina le indagini, ha già inoltrato la richiesta di convalida dell'arresto per il reato di tentato omicidio, sottolineando la sussistenza del pericolo di fuga e di reiterazione del reato.

La dinamica dell'aggressione e l'intervento dei testimoni

L'episodio si è consumato intorno alle 7:30 di sabato 4 luglio, quando Saidilly, con il capo coperto da un passamontagna nero e senza proferire parola, si è avvicinato al tavolo dove Pastore stava chiacchierando con il genitore. Secondo il capo di imputazione, il 22enne ha aggredito la vittima alle spalle sferrando i primi fendenti per poi continuare a colpirlo anche quando l'uomo si è girato, raggiungendolo con venti coltellate alla testa, al collo, al torace e all'addome.

L'intervento dei presenti è stato cruciale per fermare la furia omicida: mentre il padre della vittima si gettava sull'aggressore, i due muratori egiziani sono riusciti a strappare il coltello dalle mani del 22enne e a bloccarlo a terra fino all'arrivo della polizia, che ha impiegato circa un quarto d'ora a raggiungere il luogo dell'aggressione. Le telecamere di sorveglianza presenti all'esterno del locale hanno ripreso l'intera scena, fornendo elementi utili alle indagini.

Indagini sul movente e il profilo del 22enne

Al momento, gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire il movente di un gesto che appare del tutto insensato, visto che tra aggressore e vittima non esiste alcun tipo di relazione o conoscenza pregressa. L'ipotesi di un attacco a matrice terroristica è stata fin da subito esclusa, mentre gli investigatori stanno verificando un possibile collegamento con un episodio simile avvenuto a Leeds nel novembre 2023.

Il padre del giovane, sentito dagli agenti, ha riferito che il figlio, che ha vissuto per un periodo nel Regno Unito, non risultava in cura per problemi psichiatrici, e non sono emersi precedenti penali a suo carico. Tuttavia, nell'abbigliamento del 22enne sono stati rinvenuti alcuni bigliettini scritti a mano in inglese contenenti frasi di incoraggiamento come «credi in te stesso», dettaglio che si aggiunge a un quadro investigativo ancora poco definito.

L'interrogatorio di Saidilly davanti al gip, previsto per la mattinata di lunedì 6 luglio, sarà un momento chiave per cercare di comprendere le ragioni profonde di un'aggressione che ha sconvolto il quartiere di San Siro e riportato alla memoria gli episodi di violenza cieca che hanno segnato Milano negli ultimi anni.

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