Filippine, il supertifone Fung-wong provoca un milione di sfollati e due vittime
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Redazione Esteri
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Il supertifone Fung-wong ha investito con furia inaudita la costa orientale delle Filippine, costringendo all’evacuazione forzata più di un milione di persone e causando, in queste prime ore, almeno due vittime. La tempesta, il cui diametro è tale da coprire quasi l’intero arcipelago, è arrivata a terra nella provincia di Aurora, sull’isola di Luzon, alle 21.10 ora locale, acuendo una crisi umanitaria già in atto dopo il recente e devastante passaggio del tifone Kalmaegi. Raffiche di vento che hanno superato i duecento chilometri orari e piogge torrenziali hanno piegato il territorio, mettendo in ginocchio intere province e interrompendo la fornitura di energia elettrica in vaste aree.
I danni materiali e le immagini della devastazione
I video, diffusi dai residenti nonostante le condizioni proibitive, mostrano l’entità della catastrofe: gravissimi allagamenti, fiumi di fango e detriti che invadono i centri abitati, infrastrutture essenziali rese inagibili. Nella provincia di Albay, situata nella regione del Bicol, un ponte ferroviario ha ceduto in parte, mostrando la vulnerabilità delle opere umane di fronte alla potenza della natura. Le immagini satellitari, da parte loro, ritraggono un sistema meteorologico di dimensioni impressionanti, che ha indotto le autorità a lanciare un allarme per un "alto rischio di condizioni potenzialmente letali".
L’impatto sulle popolazioni costiere
Sull’isola di Luzon, la più popolosa del paese, l’ira del tifone si è manifestata con onde anomale di straordinaria potenza che hanno spazzato la costa di Dinapigue, nella provincia di Isabela. Inondazioni improvvise e violente hanno colpito anche Barangay Sabang, a Calabanga, Camarines Sur, sommergendo case e attività commerciali e trasformando le strade in fiumi in piena. Località come Virac, a Catanduanes, sono state travolte da venti violentissimi e da precipitazioni incessanti, che hanno reso impossibile qualsiasi tentativo di rimanere nei propri abitati.
La macchina dei soccorsi e la situazione attuale
Con un numero di sfollati che si avvicina al milione, la macchina dei soccorsi è stata attivata su vasta scala per far fronte all’emergenza, sebbene le condizioni atmosferiche estreme ne complichino notevolmente le operazioni. L’evacuazione preventiva, disposta nonostante la relativa brevità del preavviso, ha senza dubbio scongiurato un bilancio di vittime ben più grave. Il paese, che si stava appena riprendendo dalla tragedia del precedente ciclone, si trova ora a dover gestire una nuova, immensa, emergenza che coinvolge un sesto della sua popolazione, la quale ha dovuto abbandonare tutto ciò che possedeva.




