Filippine nella morsa del tifone Fung-wong, evacuato quasi un milione di persone

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre il tifone Fung-wong, che dispone di venti sostenuti fino a 180 chilometri orari e scarica piogge torrenziali, investe con la sua massima potenza l'isola di Luzon, le Filippine si ritrovano nuovamente a fronteggiare una calamità naturale di proporzioni immense, la seconda nel giro di pochi giorni dopo il passaggio distruttivo di Kalmaegi. La furia degli elementi, che si abbatte su un arcipelago già provato, ha costretto a un esodo senza precedenti, un'operazione logistica e umanitaria di enorme complessità, dove si contano ormai quasi un milione di persone fatte allontanare dalle zone a più alto rischio. Le autorità, le quali hanno lanciato ripetuti appelli alla popolazione affinché rispettasse le indicazioni di sicurezza, stanno coordinando gli sforzi per mettere in salvo quanti più possibile, concentrandosi soprattutto sulle province settentrionali e orientali, quelle più esposte alla traiettoria del fenomeno atmosferico.

La prima vittima e la traiettoria della tempesta

Purtroppo, il bilancio, che gli esperti temevano potesse aggravarsi, ha già registrato il suo primo tragico episodio a Catbalogan, sull'isola di Samar, dove i soccorritori hanno recuperato il Corpo di una donna di 64 anni. La vittima, stando alle ricostruzioni, è stata travolta all'interno della sua abitazione da alcuni alberi sradicati dalla forza del vento, nonostante fosse stato diramato un formale ordine di evacuazione per oltre un milione e duecentomila residenti. L'occhio del tifone, secondo le proiezioni dei servizi meteorologici, è atteso a toccare terra nella provincia di Aurora, situata a nord-est di Luzon, tra la serata di domenica e le prime ore di lunedì, portando con sé raffiche che potrebbero toccare, secondo le stime, i 230 chilometri orari.

La macchina dei soccorsi e i numeri dell'emergenza

Rafaelito Alejandro, un alto funzionario della Protezione Civile, ha fornito durante una conferenza stampa il dato aggiornato degli evacuati, che ammonta a 916.863 persone, un numero destinato verosimilmente a crescere man mano che il tifone avanzerà verso l'interno. La macchina dei soccorsi, la quale opera in condizioni estremamente pericolose, sta lavorando senza sosta per assicurare riparo e assistenza a tutti coloro che hanno dovuto abbandonare le proprie case, cercando al contempo di raggiungere le località più isolate, già colpite dall'isolamento e dalle interruzioni delle linee elettriche. Molti di loro trovano rifugio in centri appositamente allestiti, mentre altri sono ospitati da parenti in aree considerate più sicure.

Il contesto climatico e la successione degli eventi

L'arrivo di Fung-wong, che viene classificato come il più potente tra i cicloni tropicali ad aver minacciato il paese nel corso di quest'anno, segue di poco il passaggio del tifone Kalmaegi, il quale, dopo aver devastato le Filippine centrali, si è diretto verso il Vietnam, sebbene in una condizione di temporaneo indebolimento. Questa rapida successione di eventi meteorologici estremi solleva, com'è facile immaginare, serie riflessioni sulla preparazione a simili emergenze e sulla resilienza di infrastrutture e sistemi di allerta, costantemente messi alla prova da una stagione particolarmente intensa. Le piogge incessanti, che causano già estese inondazioni e frane, rappresentano una minaccia aggiuntiva per i territori che si trovano sul percorso del sistema perturbato.

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