iPhone 18 Pro Max, la batteria oltre i 20 Wh e il trucco del firmware per aggirare le regole sul trasporto

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
CULTURA E SPETTACOLO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La batteria dell'iPhone 18 Pro Max è talmente capiente da superare la soglia dei 20 wattora, il limite oltre il quale scattano requisiti di spedizione più severi nella maggior parte dei Paesi. Per aggirare l'ostacolo, Apple ha messo a punto una soluzione via firmware che limita la capacità utilizzabile dalla fabbrica fino al momento dell'attivazione, quando il vincolo viene rimosso e il dispositivo può esprimere tutto il suo potenziale energetico. Una mossa resa necessaria dalle dimensioni generose dell'accumulatore, confermate dai teardown di iFixit e dalla documentazione ufficiale.

Capacità record e differenze tra mercati

Il modello statunitense, privo di slot per la nano-SIM fisica, integra una batteria da 5.567 mAh per 21,75 Wh, mentre la versione destinata all'Europa, che mantiene l'alloggiamento per la scheda fisica, si ferma a 5.391 mAh per 21,06 Wh. Entrambe le configurazioni superano comunque la soglia critica dei 20 Wh, rendendo necessario l'intervento software su tutti i mercati. Rispetto al predecessore, la crescita è concreta: il modello eSIM-only guadagna il 9,4% di capacità rispetto ai 5.088 mAh dell'iPhone 17 Pro Max.

La soglia dei 20 Wh e le regole internazionali

Le normative sul trasporto delle batterie al litio, definite dall'Associazione Internazionale del Trasporto Aereo, stabiliscono che i dispositivi con celle singole di capacità superiore a 20 Wh ricadono in una categoria più restrittiva, con obblighi aggiuntivi in termini di documentazione, imballaggio ed etichettatura. Si tratta di procedure che complicano la logistica e allungano i tempi, soprattutto per un prodotto destinato a viaggiare in volumi enormi dalla Cina verso il resto del mondo.

Il funzionamento del limite via software

Apple ha risolto la questione con quello che definisce un approccio innovativo a livello di firmware. Dal momento in cui il telefono lascia la fabbrica e per tutto il tragitto verso il magazzino o il rivenditore, la batteria viene mantenuta al di sotto dei 20 Wh, così da viaggiare con le regole ordinarie. Quando l'utente attiva l'iPhone, il limite viene automaticamente rimosso e la capacità completa diventa disponibile per l'uso quotidiano.

La stessa logica si applica a chi deve rispedire il dispositivo per una riparazione, un reso o un regalo: esiste una funzione chiamata "Prepara alla spedizione" che scarica la batteria sotto la soglia e imposta un tetto di carica per tutta la durata del trasporto, reversibile una volta concluso l'invio.

Un precedente normativo e i tempi di consegna

La soluzione adottata da Apple non è un espediente isolato: le autorità statunitensi avevano già ammesso esplicitamente questo tipo di approccio nel 2025, riconoscendo che un limite temporaneo imposto via software non altera la classificazione del prodotto ai fini della sicurezza.

Nel frattempo, gli analisti di JP Morgan hanno rilevato un allungamento dei tempi di consegna per la nuova linea Pro: nella seconda settimana di ordini, l'iPhone 18 Pro è passato da 7 a 23 giorni di attesa, mentre il modello Max è salito da 19 a 30 giorni, avvicinandosi ai valori osservati per la serie precedente.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.