Incendio alla Deroma di Malo, nube nera fino a 1.500 metri

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un vasto incendio è divampato nel primo pomeriggio di giovedì 1 ottobre nello stabilimento Deroma di Malo, in provincia di Vicenza, generando una gigantesca colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza. La nube prodotta dal rogo avrebbe superato i 1.500 metri di altezza secondo la testimonianza del pilota Simone Maron, che l'ha osservata dall'aereo. Da terra il pennacchio appariva come una massa scura sopra la zona industriale, mentre le dimensioni dell'incendio hanno fatto scattare misure precauzionali anche fuori dal territorio comunale.

Le fiamme nel deposito dei vasi in plastica

L'allarme è scattato intorno alle 14 e il fuoco ha coinvolto una parte del capannone industriale, interessando in particolare il deposito nel quale erano stoccati vasi in plastica. Una prima ricostruzione colloca l'origine delle fiamme in un pallet di materiale plastico, dal quale il rogo si sarebbe propagato alla struttura. Durante l'incendio si sono verificate anche esplosioni nei locali interni. Una parte dei materiali depositati all'esterno è stata spostata per impedire che venisse raggiunta dal fuoco, mentre sulla copertura dell'edificio sono presenti pannelli fotovoltaici.

L'azienda di via Montello, che ha assunto la denominazione Nuova Deroma, produce vasi in terracotta e plastica. Il fuoco ha investito anche il reparto spedizioni e il magazzino, causando danni che nelle prime ore dell'emergenza non erano ancora quantificabili. Non risultavano invece persone ferite o intossicate. La presenza di grandi quantità di materiale combustibile ha richiesto un dispositivo di soccorso particolarmente ampio e l'intervento è proseguito per tutta la notte.

Decine di vigili del fuoco e mezzi arrivati da più province

Circa 50 vigili del fuoco sono stati impegnati nelle operazioni, con personale della centrale del capoluogo e dei distaccamenti di Thiene e Schio affiancato da rinforzi provenienti da altre province. Da Rovigo è arrivata una piattaforma tridimensionale, Padova ha inviato un carro schiuma e un robot cingolato, mentre da Treviso e Verona sono giunti ulteriori mezzi antincendio. Il coordinamento delle operazioni è stato affidato al comandante provinciale Mirko Mattiacci; il Nucleo regionale SAPR ha effettuato ricognizioni dall'alto dell'area utilizzando droni.

La priorità dei soccorritori è stata contenere il perimetro interessato dalle fiamme e impedire che il fuoco raggiungesse altre parti dello stabilimento. Nell'area sono intervenuti anche carabinieri, personale sanitario, tecnici comunali e volontari della Protezione civile. Le abitazioni circostanti e le aziende comprese in un raggio di 200 metri sono state evacuate a causa del rischio collegato alle esplosioni, mentre la colonna di fumo ha continuato a spostarsi sul territorio vicentino.

Allerta per la qualità dell'aria, attivato il Coc a Vicenza

La presenza di plastica tra i materiali coinvolti ha portato le amministrazioni locali ad adottare precauzioni per la possibile presenza di sostanze tossiche nei fumi. I tecnici Arpav sono intervenuti per eseguire i rilievi ambientali e controllare la qualità dell'aria. Anche a Vicenza, dove la nube era chiaramente visibile, la Protezione civile ha monitorato la situazione e il Comune, su indicazione del Prefetto, ha costituito il Centro operativo comunale. Analoghe raccomandazioni precauzionali sono state diffuse nei territori interessati dal passaggio del pennacchio.

Ai cittadini è stato chiesto di mantenere chiuse porte e finestre di abitazioni, uffici e attività commerciali, spegnere gli impianti di ventilazione forzata che scambiano aria con l'esterno e limitare le attività all'aperto. Le indicazioni hanno riguardato anche i prodotti ortofrutticoli raccolti nelle zone prossime all'incendio, da non consumare senza un accurato lavaggio, e gli animali domestici, da tenere all'interno delle abitazioni. A Marano Vicentino l'avviso precauzionale ha interessato in particolare la zona sud del territorio comunale, con l'ulteriore richiesta di non occupare inutilmente le strade vicine all'area dell'emergenza per non ostacolare i mezzi di soccorso.

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