Concordato preventivo biennale, richiesta di proroga

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro, presieduto da Rosario De Luca, marito della ministra del Lavoro Marina Calderone, ha recentemente inoltrato una richiesta al governo per prorogare il termine di adesione al concordato preventivo biennale, attualmente fissato al 31 ottobre 2024. Tale richiesta, già avanzata dai commercialisti e dai tributaristi, è stata respinta dal viceministro con delega al fisco Maurizio Leo, il quale ha sottolineato l'urgenza di conoscere al più presto le risorse derivanti dall'accordo tra partite Iva e fisco, necessarie per ampliare la flat tax e ridurre l'aliquota del 35% a favore del ceto medio.

La Cna di Reggio Emilia ha anch'essa chiesto una proroga della scadenza al 30 novembre, motivando la richiesta con la tardiva pubblicazione della circolare esplicativa da parte dell'Agenzia delle Entrate e la presentazione dell'emendamento al decreto omnibus, relativo al ravvedimento speciale per le annualità 2018-2023. Questi elementi sono determinanti per l'adesione al concordato e la proroga è ritenuta necessaria per non sovraccaricare il lavoro degli studi professionali, già oberati da numerosi adempimenti, e per agevolare la strada del ravvedimento speciale alla più ampia platea possibile di contribuenti.

L'Istituto nazionale revisori legali (Inrl) ha inoltre chiesto al ministero dell'Economia e all'Agenzia delle Entrate di rimodulare la scadenza prevista al 31 ottobre, ritenendo che la proroga sia indispensabile per evitare un sovraccarico di lavoro per gli studi professionali e per facilitare l'adesione al ravvedimento speciale. La scadenza del 31 ottobre per il concordato preventivo biennale è stata definita illegittima, in quanto la legge 212/2000, Statuto del Contribuente, prevede che le disposizioni tributarie non possano imporre adempimenti a carico dei contribuenti con scadenza fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla loro entrata in vigore o dall'adozione dei provvedimenti di attuazione.

In questo contesto, la proroga della scadenza del concordato preventivo biennale appare non solo necessaria, ma anche legittima, per garantire un'adeguata gestione degli adempimenti fiscali e per permettere ai contribuenti di aderire alle nuove norme senza incorrere in difficoltà operative.

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