Bitcoin scende sotto novantamila dollari, tra timori sui tassi e correzioni tecniche
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Redazione Economia
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Il mercato delle criptovalute sta attraversando una fase di profonda correzione, che ha portato il Bitcoin a scivolare al di sotto della soglia psicologica dei novantamila dollari. Un fenomeno, questo, che ha cancellato oltre mille miliardi di dollari dalla capitalizzazione complessiva del settore nell'arco delle ultime sei settimane, riflettendo una generale avversione al rischio da parte degli investitori. Le preoccupazioni per le valutazioni giudicate troppo elevate nel comparto tecnologico, unite alla persistente incertezza sulla futura politica monetaria della Federal Reserve statunitense, hanno creato un terreno fertile per le vendite. Secondo quanto riportato dall'aggregatore di dati CoinGecko, circa diciotto mila asset digitali hanno collettivamente perso un quarto del proprio valore rispetto ai massimi toccati lo scorso mese, un dato che fotografa l'intensità del sell-off.
La dinamica del crollo e gli indicatori tecnici
L'ondata di ottimismo che aveva accompagnato l'ingresso di nuovi capitali attraverso gli Exchange-Traded Funds si è drasticamente attenuata, lasciando spazio a una fase di liquidazioni. L'analisi tecnica, la quale studia l'andamento dei grafici per prevedere le tendenze, segnala una condizione di particolare fragilità. Da un'elaborazione grafica pubblicata da Bloomberg, infatti, emerge come il prezzo del Bitcoin sia rapidamente sceso al di sotto delle sue medie mobili calcolate a cinquanta, cento e duecento giorni; quest'ultima, in particolare, è considerata un importante indicatore di lungo periodo. Il superamento, al ribasso, di questi livelli suggerisce che qualsiasi eventuale rimbalzo nei prossimi giorni potrebbe rivelarsi di breve durata e verrebbe interpretato dagli operatori più come un'opportunità per vendere che per acquistare. Gli analisti, pertanto, individuano un obiettivo correttivo potenziale attorno alla quota degli ottantamila dollari, il che implicherebbe un'ulteriore flessione tra il dodici e il tredici per cento rispetto alle valutazioni di metà novembre.
Il complicato scenario macroeconomico
A gravare sul sentiment degli investitori contribuisce un quadro macroeconomico tutt'altro che limpido, nel quale si inserisce un elemento di straordinaria imprevedibilità. Il Bureau of Labor Statistics, l'ente governativo americano che fornisce i dati sull'occupazione, ha infatti rinviato la pubblicazione di alcuni report chiave, privando la Federal Reserve di informazioni cruciali in vista delle sue riunioni di politica monetaria. Questo rinvio, definito da alcuni osservatori come uno "shock", getta un'ombra di incertezza ancora più fitta sulle decisioni riguardanti i tassi d'interesse, creando un ambiente d'investimento instabile. L'attesa per i dati sull'inflazione e quelli del mercato del lavoro, che normalmente orientano le scelte della banca centrale, si trasforma così in un'ulteriore fonte di ansia per i trader, i quali si trovano a operare in uno scenario parzialmente "al buio".
Le ripercussioni sull'ecosistema crypto
L'indebolimento del Bitcoin, che funge da pilastro per l'intero mercato digitale, ha avuto ripercussioni a catena sulla maggior parte delle altcoin, molte delle quali hanno registrato perdite percentuali anche più ampie. La correzione ha di fatto azzerato una fetta consistente dei guadagni accumulati nella lunga corsa rialzista dei mesi precedenti, riportando in primo piano la volatilità intrinseca di questa classe di asset. Se ne vedono degli effetti nel valore complessivo dell'ecosistema, il quale, dopo aver toccato vette storiche, sta ora sperimentando una fase di contrazione che mette alla prova la resistenza degli investitori e la solidità dei progetti sottostanti. La situazione rimane in evoluzione, con il mercato che continua a cercare un nuovo equilibrio tra le spinte contrastanti della paura e dell'opportunità.




