Marathon tra glitch, microtransazioni e le prime correzioni di Bungie

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il ritorno di Bungie a un nuovo brand, dopo l’era di Destiny e quella, ormai lontana, di Halo, è un evento che porta con sé il peso di un’eredità culturale non indifferente. Quando si parla di Marathon, infatti, non ci si riferisce soltanto all’uscita di un ennesimo sparatutto competitivo, bensì alla resurrezione di un marchio storico, un'operazione che prova a reiventarsi a trent’anni di distanza dal suo esordio in un panorama videoludico che, ironia della sorte, è stato profondamente trasformato proprio da chi quel marchio lo aveva creato. Il lancio avvenuto il 5 marzo non è però stato privo di scossoni, tra meccaniche di gioco discusse e veri e propri bug che hanno scosso la community fin dalle prime ore.

Uno degli episodi più chiacchierati ha riguardato un glitch nella gestione della valuta virtuale, che ha permesso ad alcuni giocatori di ottenere un vantaggio considerevole nel Battle Pass. Nello specifico, i possessori della Deluxe Edition, edizione che include un bonus di 200 unità di Silk, hanno scoperto un escamotage per aggirare il limite di capienza previsto dal gioco, che è di 140 unità. Il sistema, per gestire l'eccedenza, conserva la valuta in eccesso attraverso un meccanismo di overflow, ma un bug faceva sì che, riavviando il client dopo aver speso la Silk disponibile, il bonus di 200 unità venisse nuovamente accreditato per intero. Un ciclo che, se ripetuto, consentiva di sbloccare tutte le ricompense stagionali in pochi minuti, aggirando di fatto il grind previsto dalla progressione normale. Una situazione paradossale, se si considera che la Silk, a differenza della valuta premium, non è acquistabile con denaro reale ma è legata proprio all'avanzamento e alle ricompense di gioco.

Parallelamente alla scoperta del glitch, un'altra tempesta si è abbattuta su Bungie, questa volta relativa alle politiche di monetizzazione. I giocatori hanno sollevato critiche piuttosto aspre riguardo quelle che sono state definite "scorrettezze" nella vendita della valuta premium, la Lux. Il meccanismo incriminato era il seguente: per acquistare una skin per un corridore, dal costo di 1.120 Lux, l'utente era costretto a scegliere tra un pacchetto da 10 euro che ne offriva solo 1.100 e uno da 20 euro che ne forniva un quantitativo superiore, rimanendo così con un resto inutilizzato o dovendo comunque spendere di più. Una dinamica, questa, che molti hanno interpretato come un tentativo di spingere l'utente a una spesa superiore al necessario, una pratica nota come dark pattern nel design delle interfacce commerciali.

La risposta dello studio non si è fatta attendere, a dimostrazione di una certa sensibilità verso il sentiment della propria community, probabilmente acuita dalla necessità di rassicurare il mercato e i nuovi proprietari dopo le recenti difficoltà finanziarie. Nelle note preliminari di una patch in arrivo la prossima settimana, Bungie ha annunciato interventi mirati per correggere il tiro. La modifica principale riguarda proprio la ridefinizione dei pacchetti di Lux: il quantitativo di valuta per la fascia da 10 euro verrà aumentato a 1.120 unità, allineandosi perfettamente al costo di un singolo skin e venendo incontro alle proteste. Inoltre, come atto di buona volontà, verranno accreditate 20 Lux a tutti coloro che avevano acquistato il vecchio pacchetto prima della modifica.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.