Marathon, la svolta cooperativa di Bungie per ampliare il pubblico

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’atteso extraction shooter di Bungie, che da mesi tiene banco tra gli appassionati del genere per via del suo approccio votato alla tensione costante e alle incursioni ad alto rischio, si appresta a ricevere una trasformazione sostanziale nel suo impianto ludico. Lo sviluppatore, nel tentativo di non restare confinato a una nicchia – per quanto affezionata e tecnicamente preparata – ha infatti confermato l’arrivo di una modalità esclusivamente PvE (giocatore contro ambiente) a partire dalla Stagione 2, prevista per il 2 giugno. Questa scelta, che elimina del tutto la componente di scontro diretto tra i Runner, mira a offrire un’alternativa a chi trova estenuante la pressione generata dagli incontri con altri umani, spostando l’intera esperienza sulla cooperazione pura e sulla sopravvivenza orchestrata contro le minacce gestite dall’intelligenza artificiale.

Un reset stagionale per alzare il ritmo delle partite

In attesa di questa novità strutturale, lo studio ha già programmato per il 19 maggio l’aggiornamento 1.0.9, un intervento che funge da apripista per le modifiche più se dell’estate. Con l’arrivo del reset della prima stagione, gli sviluppatori intendono aumentare sia il ritmo delle incursioni sia la frequenza con cui i giocatori vengono ricompensati per le loro scorribande; un cambiamento, questo, dettato dall’esigenza di rendere meno frustranti le sessioni di gioco più lunghe. Nella narrazione interna al titolo, gli eventi sono descritti come la diretta conseguenza dell’attività dei Runner che “continuano a saccheggiare Tau Ceti”, una situazione di caos crescente che ha spinto la UESC (l’autorità corporativa presente nel lore del gioco) a intensificare le proprie operazioni di sicurezza. Bungie ha tenuto a precisare, nel suo blog ufficiale, che questi interventi rappresentano soltanto i primi segnali tangibili di ciò che accadrà con l’arrivo di Nightfall, il nome in codice della seconda stagione.

PvE, PvP e la ricerca di un pubblico più vasto

L’annuncio della nuova modalità solo PvE non è però l’unica leva su cui Bungie intende fare affidamento per allargare la propria utenza, che ad oggi appare solida ma non ancora in grado di garantire un appeal di massa. Nella medesima Stagione 2, lo studio ha confermato l’introduzione di ulteriori modalità sia in PvE sia in PvP, con l’obiettivo dichiarato – emerso dai dettagli pubblicati successivamente alla prima comunicazione di giugno – di offrire approcci multipli capaci di soddisfare gusti differenti. La strategia, in sostanza, punta a diversificare l’offerta per non disperdere il nucleo duro degli appassionati degli scontri simmetrici, offrendo allo stesso tempo un porto sicuro a chi desidera esplorare l’ambientazione di Tau Ceti senza il timore di essere eliminato da un altro giocatore in agguato. La cooperazione diventa così il cavallo di battaglia per intercettare quel pubblico più casual che finora aveva guardato all’estrazione con sospetto, giudicandola troppo punitiva.

La svolta operativa di Sony e le conseguenze sul prodotto

Sony, che detiene i destini economici di Bungie dopo l’acquisizione da diversi miliardi di dollari, non è rimasta a guardare di fronte a numeri di vendita e di retention probabilmente inferiori alle aspettative iniziali. Secondo le ricostruzioni circolanti negli ambienti di settore, la casa madre giapponese avrebbe infatti spinto per un miglioramento delle performance commerciali di Marathon attraverso un’attenzione più stringente al gameplay e ai contenuti, allontanandosi da quelle sperimentazioni troppo radicali che avevano caratterizzato le prime fasi di sviluppo. Ne consegue che l’arrivo di una modalità esclusivamente PvE, così come la promessa di incrementare ricompense e ritmo già dall’update di metà maggio, vada letto in quest’ottica correttiva: non un tradimento dell’identità originaria del gioco, ma un allargamento del perimetro per renderlo meno ostile. La sfida, per Bungie, sarà ora quella di bilanciare le due anime senza che l’una vada a scapito dell’altra, in un ecosistema dove la tensione tra cooperazione e competizione non è mai stata così esplicita.

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