Leapmotor raggiunge l'utile per la prima volta, la partnership con Stellantis guida l'espansione in Europa e in Spagna
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Redazione Economia
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L'anno fiscale del 2025 si è chiuso con un traguardo storico per Leapmotor, il costruttore cinese specializzato in veicoli a nuove energie che, dal 2023, può contare su un asse privilegiato con Stellantis. La casa automobilistica, infatti, ha registrato il suo primo utile annuo, un risultato che arriva a dieci anni esatti dalla sua fondazione, avvenuta nel 2015. I numeri diffusi in questi giorni parlano chiaro: con 596.555 veicoli consegnati, le vendite sono più che raddoppiate rispetto all'anno precedente, e il fatturato ha seguito la stessa traiettoria positiva, attestandosi a 64,73 miliardi di yuan, l'equivalente di circa 8,3 miliardi di euro. L'utile netto, sebbene contenuto, si attesta sui 540 milioni di yuan, una svolta netta rispetto alla perdita di 2,82 miliardi dell'anno precedente, a testimonianza di come la strategia di espansione e controllo dei costi stia finalmente producendo i suoi frutti.
Merito di questa inversione di tendenza, va detto, è anche e soprattutto la sinergia con il gruppo guidato da John Elkann. Stellantis, che detiene circa il 20% del capitale di Leapmotor e controlla al 51% la joint venture Leapmotor International, ha di fatto aperto le porte dei mercati occidentali al marchio cinese. Le esportazioni, lo scorso anno, hanno raggiunto le 67.052 unità, piazzando Leapmotor al primo posto tra le startup del suo paese per vendite fuori dai confini nazionali, con una penetrazione particolarmente significativa in ben 29 mercati europei. La joint venture, nonostante la sua giovane età, è già riuscita a diventare profittevole, dimostrando come il modello di business basato sull'utilizzo della rete distributiva e dell'esperienza occidentale stia funzionando.
Lo stabilimento di Figueruelas al centro del progetto industriale europeo
Il prossimo passo di questa integrazione si materializzerà in Spagna, e più precisamente nello stabilimento Stellantis di Figueruelas, vicino Saragozza. È qui che è stata ufficialmente approvata la produzione di due modelli destinati al mercato europeo, la suv B10 e la berlina B05. Non si tratterà di una produzione integrale, almeno in una prima fase, ma di un assemblaggio in modalità CKD, acronimo di Complete Knock Down. Questo significa che i componenti e le parti principali arriveranno direttamente dalla Cina per essere poi assemblati nell'impianto spagnolo, una soluzione che permette di aggirare eventuali dazi doganali e di velocizzare i tempi di immissione sul mercato, sfruttando nel contempo la capacità produttiva e la logistica europea. La B10, secondo quanto riportato, è già entrata nella fase di campionatura per la produzione locale, con l'obiettivo di avviare la fabbricazione in serie entro l'ottobre del 2026, mentre per la B05 si parla di una produzione sperimentale nella prossima estate e di un via definitivo nel 2027.
La scelta di Figueruelas non è casuale e rappresenta un tassello importante nel ridisegno della mobilità elettrica nel continente. Lo stabilimento, che già produce modelli come la Opel Corsa, soffriva di un calo di volumi produttivi e questa partnership rappresenta un'ancora di salvezza industriale e occupazionale non da poco. Per gestire questa delicata fase di industrializzazione, Leapmotor ha persino costituito una filiale spagnola, la LPMIB Automotive Spain, con sede proprio all'interno del polo di Figueruelas, affidando la responsabilità del progetto a Yann Martin, un ingegnere francese con un passato da direttore nell'impianto di Vigo e una lunga esperienza nelle forniture e nella catena di montaggio del gruppo. Oltre ai due modelli, è stato selezionato anche il sito per una fabbrica di batterie di supporto, attualmente in fase di ristrutturazione, che dovrebbe avviare le prime produzioni entro la prossima estate, consolidando così l'intera filiera.
I nuovi modelli e il consolidamento finanziario
Alla base di questi risultati, oltre alla spinta internazionale, c'è stato un rinnovo profondo della gamma. Nel corso del 2025, Leapmotor ha lanciato una vera e propria offensiva di prodotto, con tre nuove vetture basate sulla piattaforma B (B10, B01 e Lafa5) e diversi aggiornamenti per la famiglia C, senza dimenticare le novità delle piattaforme A e D che hanno permesso di coprire segmenti di mercato sempre più ampi, dai suv compatti ai monovolume. Alla base di questa capacità di innovazione, spiegano i report, c'è una strategia di sviluppo interno che riguarda circa il 65% dei componenti core, un fattore che garantisce un maggior controllo sui costi e una definizione più precisa del prodotto. Il margine lordo, non a caso, ha raggiunto il 14,4%, il livello più alto mai registrato dalla società.
La fiducia degli investitori, del resto, non è mancata. Oltre al sostegno di Stellantis, nel corso dell'anno il colosso statale cinese FAW ha acquisito una partecipazione del 5% in Leapmotor, un'operazione da circa 420 milioni di euro che ha ulteriormente irrobustito le casse dell'azienda, portando la liquidità disponibile a quasi 38 miliardi di yuan. Un capitale che servirà a sostenere la ricerca e lo sviluppo, ma anche a finanziare l'espansione della rete commerciale, con l'obiettivo dichiarato di arrivare a un milione di veicoli venduti nel 2026. Un'ambizione che dovrà fare i conti con un mercato interno cinese sempre più competitivo e con le incertezze regolatorie internazionali, ma che al momento poggia su basi finanziarie e industriali decisamente più solide rispetto al recente passato.




