Volkswagen va risanata ora: l’ultimatum delle famiglie Porsche e Piëch
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Redazione Economia
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Volkswagen va risanata ora secondo il messaggio arrivato dalle famiglie proprietarie Porsche e Piëch, che chiedono decisioni rapide per affrontare una crisi diventata sempre più pesante. A trasmettere l’ultimatum è stato Hans Dieter Pötsch, dirigente austriaco alla guida della holding Porsche e manager di fiducia degli azionisti, che ha sottolineato come il rinvio delle scelte possa aumentare le difficoltà del gruppo automobilistico tedesco. La richiesta arriva in una fase delicata, segnata dalle perdite di Porsche e dai problemi industriali di Volkswagen, con il tema del risanamento ormai al centro del confronto interno.
Il messaggio di Pötsch riguarda direttamente la necessità di accelerare il piano per Volkswagen, dopo mesi di discussioni su possibili maxi esuberi, chiusure di fabbriche e una riduzione della produzione. Il dirigente, che siede anche nel consiglio di sorveglianza di Volkswagen, ha criticato la lentezza nelle decisioni e ha chiesto un cambio di strategia alla casa madre. Al centro delle tensioni c’è anche il ruolo del ceo Olivier Blume, accusato di non avere ancora definito un piano di risanamento definitivo nonostante la pressione crescente sulle attività del gruppo.
Le perdite di Porsche e l’impatto della crisi Volkswagen
La situazione economica ha coinvolto anche Porsche, uno dei marchi più rappresentativi del gruppo tedesco, che nel primo semestre ha registrato perdite per 2,2 miliardi di euro. Porsche Automobil Holding SE ha chiuso il periodo con un risultato negativo dello stesso valore, mentre nello stesso arco temporale del 2025 aveva registrato un utile di 300 milioni di euro. A pesare sui conti della holding è stata soprattutto la partecipazione in Volkswagen, società nella quale Porsche SE detiene la maggioranza delle azioni ordinarie, oltre alla quota posseduta in Porsche AG.
Le difficoltà del gruppo automobilistico hanno portato Porsche SE a effettuare svalutazioni non monetarie per 3 miliardi di euro sulla partecipazione in Volkswagen e per 0,2 miliardi di euro su quella in Porsche AG. La holding controlla inoltre il 25% più un’azione di Porsche AG, elemento che rende ancora più rilevante l’impatto della crisi sui suoi risultati. Le perdite registrate hanno quindi rafforzato la richiesta di interventi rapidi, con gli azionisti che chiedono una risposta alle difficoltà industriali e finanziarie del gruppo.
Tagli al personale e pressione sulla trasformazione dell’auto tedesca
La crisi di Volkswagen si inserisce in una fase di forte cambiamento per l’industria automobilistica tedesca, che sta affrontando il peso della transizione ecologica e della nuova concorrenza proveniente dall’Oriente. Il gruppo Volkswagen prevede tagli fino a 120mila posti di lavoro, mentre anche altri marchi del settore stanno annunciando riduzioni del personale. Le decisioni sul futuro della produzione e sull’organizzazione interna sono diventate così uno dei principali nodi da affrontare per le case automobilistiche coinvolte.
Anche BMW, che per anni aveva mostrato una maggiore capacità di tenuta rispetto alle concorrenti Porsche, Mercedes e Volkswagen, è stata coinvolta dalle nuove difficoltà del mercato. Secondo quanto riportato dalla stampa tedesca, entro la fine del 2027 dovrebbero sparire circa 8.000 posti di lavoro nel mondo, una riduzione pari a poco più del 5% dell’organico complessivo. La parte principale del ridimensionamento dovrebbe interessare la Germania, mentre il settore automobilistico continua a confrontarsi con la trasformazione del mercato e con la pressione sui costi.
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