Fifa, Infantino si scusa ma Hewitt attacca: "Non idoneo a guidare la Fifa"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Gianni Infantino ha chiesto scusa. Non è bastato. Il Consiglio della Fifa, riunitosi oggi a Zurigo per la prima volta da quando è esploso il caso del Fifa Forward Enterprise (FFE), si è trasformato in un confronto acceso tra il presidente e i rappresentanti delle federazioni che ne contestano la gestione, a poche settimane dall'apertura delle candidature per le elezioni presidenziali.
L'incontro, durato circa tre ore e mezza, ha visto Infantino presentare le proprie scuse per come è stato condotto e comunicato il progetto FFE, la società destinata a cedere a investitori privati una quota dei diritti commerciali delle competizioni Fifa, Mondiali compresi. Il piano era stato ritirato in estate dopo un'ondata di critiche da parte di Uefa, Concacaf e Asian Football Confederation.
Le scuse e i documenti mancanti
Secondo quanto ricostruito dalla BBC, Infantino ha ammesso di aver sbagliato nel non sottoporre preventivamente la questione al Consiglio, ribadendo che la proposta è stata definitivamente accantonata e che ogni futura innovazione sarà prima discussa e approvata dagli organismi competenti. La presidente della Federcalcio inglese e vicepresidente Fifa, Debbie Hewitt, ha però sottolineato che le scuse non hanno sciolto i nodi.
"Una delle cose deludenti è che non abbiamo ottenuto risposte a nulla di ciò che avevamo specificamente richiesto, per esempio ottenere i documenti della FFE", ha dichiarato Hewitt ai giornalisti. "Ho posto la domanda 'perché no?' e ci è stato chiesto di presentare quelle domande per iscritto". Hewitt ha aggiunto che Infantino ha mostrato "un certo pentimento", ma che il vero oggetto delle scuse è stato il mancato coinvolgimento del Consiglio, non il progetto in sé.
La posizione della Uefa e le reazioni delle federazioni
La Uefa, tra i critici più duri di Infantino, ha reiterato la richiesta di dimissioni e chiede la pubblicazione di tutta la documentazione relativa al piano, sostenendo che una quota del 20 per cento dei futuri tornei Fifa sarebbe stata ceduta a un prezzo irrisorio. Hewitt ha confermato che la posizione dell'organismo europeo non è mutata. "Dal mio punto di vista, nulla è cambiato, non ho nuove informazioni che mi facciano sentire diversamente, se non che abbiamo un presidente che si scusa", ha spiegato.
Il presidente della Federcalcio tedesca, Bernd Neuendorf, ha rincarato la dose: "La fiducia nei suoi confronti è perduta. Servono persone nuove e un completo riavvio politico". A difendere Infantino è intervenuto Ahmed Yahya, presidente della Federazione mauritana, secondo cui l'iniziativa era nell'interesse del calcio e a fallire è stato il metodo. "La maggioranza vuole che Gianni resti", ha affermato.
Il caso Balogun e le altre questioni sul tavolo
Nel corso della riunione sono stati affrontati anche altri dossier. Il Comitato Legale della Fifa procederà a una revisione delle procedure disciplinari dopo il caso di Folarin Balogun, l'attaccante statunitense la cui squalifica di una giornata, comminata durante i Mondiali per un'espulsione contro la Bosnia-Erzegovina, era stata sospesa con un periodo di prova di un anno. La vicenda aveva suscitato polemiche per il presunto coinvolgimento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che aveva ammesso di aver personalmente chiesto a Infantino di riesaminare la posizione del giocatore.
I risultati della revisione saranno presentati alla prossima riunione del Consiglio, in programma a dicembre 2026.
Il futuro del Premio per la Pace
Il Consiglio ha inoltre stabilito che il Comitato per la Responsabilità Sociale del Calcio valuterà il futuro del Premio Fifa per la Pace, istituito nel 2025 e assegnato per la prima volta a Donald Trump in occasione del sorteggio dei Mondiali a Washington. Il comitato dovrà analizzare come è nato il riconoscimento, se la decisione di assegnarlo sia stata corretta e se il premio debba essere abolito o riformato. La questione era stata sollevata da diversi membri del Consiglio, che avevano chiesto di inserirla all'ordine del giorno.
Sul fronte finanziario, la Fifa ha presentato il programma Surplus Solidarity, che punta a portare a 6,35 miliardi di dollari gli investimenti previsti per il ciclo 2027-2030, con contributi fino a 25 milioni per ciascuna delle 211 federazioni affiliate. È stato inoltre istituito un gruppo di lavoro guidato dal vicepresidente Sheikh Salman bin Ibrahim Al Khalifa per esaminare il quadro di governance e prevenire iniziative unilaterali.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
