Infantino chiede scusa al Consiglio Fifa, ma Hewitt (Fa) non gli crede: "Se non risponde alle domande non è adatto a fare il presidente"
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Redazione Sport
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Gianni Infantino ha chiesto scusa. Non è bastato. Giovedì a Zurigo il Consiglio Fifa si è riunito per la prima volta da quando è venuto fuori il Fifa Forward Enterprise, il piano segreto con cui una parte dei diritti commerciali della Fifa sarebbe stata ceduta a un fondo privato. Tre ore e mezza di riunione, toni accesi, e un esito che non ha ricucito lo strappo.
Le scuse e il nodo dei documenti
Secondo quanto ricostruito dalla BBC, Infantino avrebbe presentato le proprie scuse per non aver informato i membri dell'Esecutivo del progetto Ffe, che prevedeva l'apertura del capitale della società destinata a gestire la commercializzazione dei diritti delle competizioni Fifa, Mondiali compresi, a investitori privati. L'ammissione di colpa, però, non è stata accompagnata dalla consegna dei documenti richiesti.
Debbie Hewitt, presidente della Football Association e vicepresidente della Fifa, ha spiegato che molte domande sono rimaste senza risposta nonostante quella che ha definito "la riunione di Consiglio più robusta, più franca e più aperta" alla quale abbia mai partecipato. "Una delle cose deludenti è che non abbiamo ottenuto risposte a nulla di ciò che avevamo specificamente richiesto, per esempio avere i documenti sul Ffe", ha dichiarato Hewitt, aggiungendo di aver chiesto il motivo di questo rifiuto e di essersi sentita rispondere di inviare le domande per iscritto.
La posizione di Hewitt e le richieste di dimissioni
"Credo che l'uomo debba rispondere a quelle domande e se non lo fa ora, non è adatto a fare il presidente della Fifa: è quello che è stato condiviso nella riunione", ha proseguito Hewitt, secondo cui le risposte ai quesiti su Ffe, sul caso Balogun e sul Premio per la Pace determineranno se Infantino sia o meno il candidato giusto per guidare l'organismo. "Quello per cui si è davvero scusato è stato non aver portato la questione al Consiglio. Se te ne rammarichi così profondamente, condividila con noi".
La vicepresidente ha riconosciuto che nell'ammissione di colpa di Infantino c'era "una certa contrizione", ma ha anche chiarito che la sua posizione non è cambiata: "Non ho nuove informazioni che mi facciano sentire diversamente". La Uefa, che guida il fronte degli oppositori, ha ribadito la richiesta di dimissioni e chiede piena trasparenza sull'intera vicenda, mentre il tedesco Bernd Neuendorf, uno degli otto delegati Uefa nel Consiglio, ha parlato di "nessuna risposta soddisfacente" fornita durante la riunione.
Il caso Balogun e il Premio per la Pace
Nel corso della riunione zurighese, Infantino ha dovuto affrontare anche le questioni relative alla sospensione della squalifica di Folarin Balogun durante i Mondiali e al Premio per la Pace assegnato a Donald Trump. Sul primo fronte, la Federazione belga ha fatto sapere che la Fifa modificherà l'articolo 27 del proprio Codice Disciplinare, quello che consente di sospendere l'esecuzione di una sanzione in circostanze eccezionali. La proposta di modifica sarà sottoposta all'approvazione del prossimo Consiglio Fifa in programma a Doha il 16 dicembre.
Il caso era esploso quando la squalifica automatica di Balogun, espulso nella partita degli Stati Uniti contro la Bosnia, era stata revocata consentendo all'attaccante di scendere in campo contro il Belgio. Trump aveva dichiarato di aver personalmente chiesto a Infantino di rivedere la sanzione, alimentando dubbi sull'indipendenza del processo disciplinare. Sul Premio per la Pace, il Comitato per la Responsabilità Sociale della Fifa valuterà come l'assegnazione sia avvenuta e se il riconoscimento debba essere riformato o eliminato, con una decisione attesa sempre a dicembre.
Il quadro verso le elezioni
Sullo sfondo resta la corsa alla presidenza della Fifa, con le elezioni previste per il 18 marzo 2027 a Rabat, in Marocco, e la scadenza per la presentazione delle candidature fissata al 18 novembre. Infantino, che guida l'organismo dal 2016 e cerca un nuovo mandato, resta il favorito, ma la frattura con una parte consistente del Consiglio appare profonda.
Hewitt ha sottolineato l'importanza che un rivale si presenti sulla scheda elettorale, dopo che Infantino è stato rieletto senza opposizione nel 2019 e nel 2023: "Penso sia importante per Gianni avere qualcuno che si presenti con un manifesto diverso, e bene per la Fifa avere quella scelta. Siamo in una democrazia e ci sono 211 associazioni". L'ex difensore svizzero Ramon Vega ha annunciato l'intenzione di candidarsi, mentre il nome di Arsène Wenger, attuale responsabile dello sviluppo del calcio mondiale in seno alla Fifa, circola come possibile alternativa.
Nessuno dei due, al momento, ha però formalizzato una candidatura in grado di raccogliere i cinque appoggi necessari tra le federazioni membri.
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