L’addio a Patrizia De Blanck, la figlia Giada: “Temeva restassi sola, le ho mentito per darle speranza”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Il feretro, adagiato dinanzi all’altare della chiesa Gran Madre di Dio a Ponte Milvio, era coperto da un manto di rose bianche e rosse, quasi a voler coniugare, nell’estremo saluto, la purezza di un sentimento incondizionato con la passione di un’esistenza vissuta sempre in prima linea, e fuori da ogni schema -8. Questo pomeriggio Roma ha dato l’addio a Patrizia De Blanck, la "contessa del popolo" scomparsa all’età di 85 anni dopo una lunga malattia che, per volontà sua e della figlia, era rimasta lontana dai riflettori che per decenni l’avevano illuminata -1-2. Oltre un centinaio di persone, tra cui volti noti del mondo dello spettacolo come Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi, si sono stretti attorno all’unica figlia Giada, visibilmente provata, in una cerimonia che ha avuto il suo culmine emotivo non tanto nelle letture liturgiche, quanto nelle parole pronunciate dalla donna sul sagrato della chiesa, prima di entrare -1-8.

Giada De Blanck, con la voce rotta dalla commozione e gli occhi lucidi, ha confessato ai giornalisti presenti quale fosse l’autentica preoccupazione della madre, un pensiero fisso che ne aveva accompagnato gli ultimi giorni. "La paura più grande di mamma era che io rimanessi da sola", ha esordito, lasciando intendere la natura di un legame viscerale, simbiotico, che le rendeva una "cosa sola" -5. Un’ansia materna che contrastava con la moltitudine di persone accorse per rendere omaggio alla sua memoria, un’affluenza che Giada ha definito inaspettata e sorprendente. "Non mi aspettavo tutto questo amore – ha aggiunto, guardando la folla – e io giuro che non so come ringraziarvi da parte mia e, soprattutto, da parte sua" -1-4. È in quel frangente, quasi a voler ricevere una conferma immediata a quel timore, che un cronista le ha sussurrato "non sei sola", scatenando un’ulteriore ondata di pianto e una risposta carica di speranza: "Lo spero, anche dopo, che mamma mi guardi dal cielo e non mi lasci mai" -5.

Il peso delle "bugie bianche" e la promessa di una vita in due

Durante l’omelia, e successivamente nei ricordi condivisi con i presenti, il dolore di Giada ha trovato voce in un racconto intimo e toccante che svelava i retroscena degli ultimi mesi vissuti accanto alla madre. La figlia ha rivelato di essersi fatta carico di un peso enorme, quello di infondere speranza laddove la scienza forse non ne lasciava più. "Chi entra in un reparto di ematologia, sa… non si esce più gli stessi", ha dichiarato, spiegando di aver sempre dato alla madre la certezza che sarebbe potuta guarire -4. Una menzogna pietosa, una "bugia bianca" come l’ha definita lei, per la quale ha chiesto pubblicamente scusa alla contessa, ma che nascondeva l’unico, autentico desiderio: vederla serena, preservandola dalla cruda realtà di un quadro clinico che si andava aggravando -1-4. "Il mio amore per lei va al di là della morte – ha scandito con forza Giada – Io e lei eravamo una cosa sola, diverse ma complementari. In questo momento è come se una parte di me fosse andata via con lei" -1.

A fare da cornice a questo strazio privato divenuto pubblico, la scelta di un funerale semplice, lontano da qualsiasi forma di ostentazione, come la stessa Patrizia avrebbe voluto -6. Giada, fedele a questo principio, aveva chiesto a parenti e amici di non portare fiori, preferendo opere di bene: all’esterno della chiesa era stato allestito un corner per raccogliere donazioni destinate a un’associazione che si occupa della lotta ai tumori ossei nei bambini, un gesto di solidarietà per trasformare il lutto in un aiuto concreto per chi combatte la stessa battaglia -1-6. Un’iniziativa che ha trovato il sostegno di molti, a testimoniare come l’eredità della contessa non sia solo un ricordo televisivo, ma anche un esempio di dignità privata.

L’affetto del mondo dello spettacolo e l’ultimo saluto

All’ingresso della chiesa un semplice cartello con su scritto "Addio contessa del popolo" sintetizzava il sentimento di un pubblico che l’aveva amata per la sua schiettezza e il suo carattere a volte ruvido, ma sempre autentico -1-8. Tra i banchi, volti noti che con lei avevano condiviso un pezzo di strada televisiva e umana. Carmen Russo, che con Patrizia ebbe un acceso litigio in diretta tv, ha voluto ricordare come proprio da quello scontro nacque un’amicizia "vera e autentica" -1-8. Presente anche il marito di Carmen, Enzo Paolo Turchi, e il conduttore Beppe Convertini, che l’ha descritta come un’amica leale e una madre fuori dal comune -1-4. La cerimonia, durata circa un’ora, si è conclusa con la benedizione della bara e il commovente applauso dei presenti mentre il feretro lasciava la chiesa, seguito dallo sguardo perso di Giada. Una figlia che, come aveva annunciato nei giorni successivi alla scomparsa, dovrà ora "vivere per due", mantenendo fede a una promessa che va oltre l’assenza fisica e che la lega indissolubilmente a quella madre che tanto temeva di lasciarla sola -2-5.

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