Emergenza carburanti, il governo convoca i raffinatori: l'obiettivo è aumentare la produzione

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica hanno convocato per giovedì 8 ottobre alle 16.30 le società operanti nel settore della raffinazione. L'incontro, fissato a Palazzo Piacentini, nasce dalla necessità di valutare come gli impianti nazionali possano incrementare la produzione dei principali prodotti raffinati per mitigare gli effetti dello scenario internazionale sull'approvvigionamento del Paese.

Alla riunione sono stati invitati l'Unem e i rappresentanti di Sonatrach, Socar-Ip, Iplom, Kpi, Alma Petroli, Ludoil/Isab, Eni, Saras e Innovhub.

La raffinazione italiana e il nodo dell'utilizzo degli impianti

In Italia sono attive dieci raffinerie, a cui si aggiungono due siti convertiti in bioraffinerie, Marghera e Gela, e un impianto in conversione verso il bio a Livorno. La produzione nazionale di raffinati nel 2025 ha raggiunto i 63,7 milioni di tonnellate, ma il tasso di utilizzo degli impianti si attesta attualmente intorno al 77%. Il tavolo dell'8 ottobre si concentra proprio su questo margine di capacità inespressa, in un contesto in cui la crisi delle forniture globali rende strategica ogni tonnellata di prodotto lavorato in casa.

La crisi delle rotte e il diesel come punto critico

La chiusura dello Stretto di Hormuz ha ridotto in modo significativo i flussi di greggio e prodotti raffinati dal Golfo Persico verso l'Europa, mentre le sanzioni alla Russia hanno azzerato di fatto le importazioni di diesel da quel mercato. Il gasolio è diventato il prodotto più esposto: l'Europa produce meno diesel di quanto consumi e gli Stati Uniti, che oggi coprono circa la metà del fabbisogno europeo di gasolio importato, stanno valutando di limitare le esportazioni dopo che il prezzo interno ha toccato i massimi storici.

In Francia un distributore su tre registra la mancanza di almeno un prodotto raffinato, e il presidente Emmanuel Macron ha scritto alla Commissione europea per chiedere un allentamento temporaneo delle normative sui carburanti e misure d'emergenza per aumentare le forniture di diesel e cherosene.

La posizione dell'Italia nel mercato dei raffinati

L'Italia è strutturalmente esportatrice di gasolio, nel senso che ne produce più di quanto ne consumi sul mercato interno. Questa condizione, secondo i dati Unem, non è condivisa dal resto d'Europa, che dipende in misura crescente dalle importazioni americane. Il paradosso della convocazione dell'8 ottobre sta proprio qui: fino a pochi anni fa la capacità di raffinazione europea veniva considerata eccedente e diversi impianti hanno cambiato proprietà, con la Saras passata al colosso del trading Vitol e il gruppo Ip rilevato dalla compagnia azera Socar.

Oggi quelle stesse raffinerie sono tornate centrali perché la crisi delle forniture globali ha reso prezioso ogni barile lavorato nel continente.

Il quadro normativo e le misure sul tavolo

Il decreto-legge approvato in via definitiva dal Senato nei giorni scorsi contiene una serie di strumenti già operativi. Il provvedimento proroga il taglio temporaneo delle accise sul gasolio, pari a 14 centesimi di accisa più tre di Iva, e destina 11,4 milioni di euro al credito d'imposta per l'autotrasporto. Per finanziare l'intervento, il decreto introduce un anticipo del 39 per cento dell'imposta sui dividendi delle grandi aziende energetiche con ricavi superiori a 20 miliardi di euro, con un credito d'imposta di pari importo riconosciuto alle società.

È previsto inoltre un sistema di sorveglianza anti-speculativa che consente al Garante per la sorveglianza dei prezzi di attivare un regime speciale di controllo sui fenomeni distorsivi lungo la filiera, con l'obbligo per le compagnie di comunicare giornalmente i prezzi consigliati e di trasmetterli ai garanti della concorrenza e del mercato.

I numeri della filiera

Secondo i dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, giovedì 24 settembre il prezzo medio in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,154 euro al litro per la benzina e 2,338 euro per il gasolio. Sulla rete autostradale il prezzo medio self si attesta a 2,245 euro per la benzina e 2,419 euro per il gasolio. Si tratta di livelli che, pur in lieve calo rispetto ai giorni precedenti, restano storicamente elevati e spiegano la posta in gioco del tavolo convocato per l'8 ottobre.

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