Aran, firmata l'ipotesi di CCNL dell'Area Sanità 2025-2027: fino a 560 euro di aumento medio

Aran, firmata l'ipotesi di CCNL dell'Area Sanità 2025-2027: fino a 560 euro di aumento medio
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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro dell'Area Sanità per il triennio 2025-2027 è stata sottoscritta il 7 ottobre 2026 nella sede dell'Aran dall'agenzia e dalle organizzazioni sindacali di categoria. L'accordo riguarda complessivamente 137.871 dirigenti del Servizio sanitario nazionale, una platea composta da circa 120.000 medici e 17.000 professionisti non medici, tra cui veterinari, biologi, chimici, fisici, psicologi, farmacisti e dirigenti delle professioni sanitarie.

Un aumento medio fino a 560 euro mensili

Sul piano economico l'intesa prevede un incremento retributivo medio a regime che raggiunge i 560 euro lordi mensili per tredici mensilità, secondo quanto reso noto al termine della trattativa. Di questa cifra, 393 euro derivano dal rinnovo contrattuale vero e proprio, mentre i restanti 167 euro provengono dalle ulteriori risorse stanziate per legge.

L'aumento si articola in più passaggi temporali: l'incremento del tabellare è fissato in 125 euro lordi mensili dal 1° gennaio 2025 e viene rideterminato in 240 euro lordi mensili dal 1° gennaio 2026, portando lo stipendio tabellare annuo lordo a regime a 53.125,77 euro. A crescere è anche l'indennità di specificità, con quella medico-veterinaria rideterminata in 11.653,30 euro annui lordi per i medici e in 2.556,60 euro annui per i dirigenti sanitari.

Il presidente dell'Aran, Antonio Naddeo, ha spiegato che il valore dell'intesa va oltre la parte economica, introducendo una riforma significativa del sistema degli incarichi e rafforzando le tutele per chi subisce aggressioni.

Carriere, incarichi e nuove regole normative

La parte normativa interviene su alcuni dei nodi che incidono più direttamente sulla vita professionale dei dirigenti. Il sistema degli incarichi dirigenziali viene rivisto con l'obiettivo di valorizzare competenze, responsabilità e percorsi di carriera; dal 2027 salgono le retribuzioni di posizione, con la parte fissa che arriva a 23.226 euro annui per i direttori di struttura complessa dell'area chirurgica e a 21.937 euro per l'area medica, la dirigenza sanitaria e quella delle professioni sanitarie.

Vengono inoltre inseriti incrementi stipendiali al terzo e al decimo anno di anzianità, confermando quelli già previsti a cinque, quindici e venti anni, come sottolineato dal coordinatore nazionale Fassid Giulio Argalia. Sul fronte dell'orario di lavoro, la nuova formulazione facilita il calcolo delle ore oltre la soglia non monetizzabili, che vanno recuperate tramite riposi compensativi, mentre le prestazioni aggiuntive continuano a beneficiare della flat tax al 15 per cento.

La Fp Cgil ha evidenziato che i neoassunti avranno un incarico fin dal primo mese di servizio, non più solo dopo il periodo di prova, e che sono stati introdotti due giorni di ferie in più nei primi tre anni di attività.

Tutele contro le aggressioni e parità retributiva

Tra le novità figurano misure dedicate alla sicurezza sul lavoro e al patrocinio legale in caso di aggressioni ai danni del personale, insieme a permessi straordinari per i dirigenti affetti da gravi patologie e a una prima regolamentazione dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale nei processi organizzativi e assistenziali.

Il testo recepisce inoltre le prescrizioni del decreto legislativo 96 del 2026 in materia di parità retributiva tra uomini e donne: l'articolo 44 dell'accordo dispone che aziende ed enti forniscano alle organizzazioni sindacali le informazioni sul divario retributivo tra i sessi e valutino di concerto con le stesse organizzazioni opportuni correttivi qualora tale divario non risulti giustificato. L'articolo 45 fissa un primo monitoraggio delle dinamiche retributive a luglio 2027.

Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha commentato la firma definendola una risposta concreta per i dirigenti, aggiungendo che il Governo ha la responsabilità di non vanificare gli effetti dei rinnovi intervenendo sul caro vita e finanziando adeguatamente il Servizio sanitario nazionale a partire dalla prossima legge di Bilancio.

Le posizioni dei sindacati e i nodi ancora aperti

La sottoscrizione è arrivata con il consenso di tutte le organizzazioni sindacali di categoria, ma non sono mancate voci critiche. Guido Quici, presidente della Cimo-Fesmed, ha chiesto la revisione complessiva della disciplina della libera professione, definendola una questione ancora irrisolta. Il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, ha invece sollecitato la prossima manovra affinché destini ulteriori risorse alle assunzioni.

Più drastica la posizione della Fvm, che al netto di un'inflazione superiore al 4,2 per cento annuo ha parlato di un contratto in perdita, usato come spot pre-elettorale. Sul versante delle Regioni, il presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità, Marco Alparone, ha espresso soddisfazione per la firma all'unanimità, ringraziando Aran e le rappresentanze sindacali per lo spirito di collaborazione che ha consentito di valorizzare il lavoro dei dirigenti sanitari e di rendere maggiormente attrattive le professioni sanitarie.

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