Firmata l’ipotesi di rinnovo del Ccnl dei dirigenti Istruzione e Ricerca, aumenti e arretrati per oltre 7.900 figure
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Redazione Interno
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È stata siglata all’Aran l’ipotesi di rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro per l’area dirigenziale “Istruzione e Ricerca”, relativo al triennio 2022. L’accordo – che arriva dopo una gestazione durata quasi cinque anni rispetto all’avvio del periodo di riferimento – coinvolge direttamente più di 7.900 professionisti, tra dirigenti scolastici, quelli universitari e i responsabili degli enti di ricerca. La firma, formalizzata lunedì 11 maggio, chiude un altro tassello della stagione contrattuale del pubblico impiego, completando di fatto il ciclo dei rinnovi della precedente tornata amministrativa.
L’aspetto economico: aumenti in busta paga e arretrati consistenti
Dal punto di vista retributivo, l’introduzione di incrementi stipendiali si traduce in un beneficio tangibile per i dirigenti interessati, ai quali spetteranno anche arretrati per migliaia di euro. Un aspetto, quest’ultimo, che rappresenta una delle conseguenze più attese del mancato tempestivo adeguamento contrattuale. Se da un lato le risorse stanziative erano già state previste in precedenti leggi di bilancio, dall’altro la loro effettiva erogazione è subordinata – come da prassi per le ipotesi di rinnovo – all’approvazione definitiva da parte delle competenti sedi istituzionali. Tuttavia, la sottoscrizione costituisce un passaggio decisivo, non solo sul piano puramente economico ma anche su quello organizzativo e persino simbolico, perché restituisce un quadro di certezze a una categoria spesso al centro di pressioni gestionali e burocratiche crescenti.
Le criticità sollevate dalla Flc Cgil e la mobilità irrisolta
Nonostante il raggiungimento dell’intesa, il giudizio delle rappresentanze sindacali non è stato privo di riserve. La Flc Cgil, pur partecipando alla firma, ha depositato una nota a verbale nella quale manifesta una chiara insoddisfazione: l’obiettivo della mobilità interregionale al 100% per i dirigenti scolastici non è stato centrato. Una carenza, quella relativa agli spostamenti tra diverse aree geografiche, che il sindacato considera ancora un nodo strutturale irrisolto. Contestualmente, la stessa organizzazione ha chiesto l’immediata apertura delle trattative per il successivo Ccnl relativo al biennio 2025-2027, segnale di una volontà negoziale che non concede soste.
Il via al confronto per il triennio successivo: parte giuridica già al lavoro
A margine di questa intesa – e quasi in continuità cronologica – si è svolto il primo incontro per il rinnovo del contratto 2025-2027, stavolta limitatamente alla parte giuridica del comparto Istruzione e Ricerca. La riunione, tenutasi il 12 maggio all’Aran, ha avuto un carattere essenzialmente interlocutorio, con i partecipanti che hanno dedicato l’agenda alla definizione del metodo di lavoro. Ne è emerso un percorso articolato in incontri tematici, alcuni dei quali anche a distanza, ciascuno finalizzato all’esame dei diversi istituti giuridici. Un avvio cauto, dunque, che lascia presagire una negoziazione complessa, all’interno della quale la neo-firmata ipotesi per il triennio scaduto farà inevitabilmente da precedente.




