Rybakina, la sindrome di Stoccolma, gli insulti del coach e la forza di lasciar parlare la racchetta

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Un anno fa, di questi periodi, quando si parlava di Elena Rybakina la sua abilità nel giocare a tennis finiva spesso in secondo piano. In una stagione avara di risultati, la kazaka era al centro delle notizie soltanto per il rapporto problematico con il coach Stefano Vukov.

Si parlava di autoritarismo eccessivo dell'italo-croato nei suoi confronti, di un atteggiamento ossessivo-possessivo: quasi una sindrome di Stoccolma per Rybakina, la quale aveva negato le accuse della Wta, che aveva sospeso il suo allenatore, tornando a ingaggiarlo il prima possibile come niente fosse.

La sospensione e il ritorno

La vicenda risale al febbraio 2025, quando la WTA aveva squalificato Vukov per un anno, impedendogli di allenare e di ottenere credenziali per i tornei, al termine di un'indagine che aveva riscontrato un "abuso di autorità e condotta abusiva" nei confronti della tennista, tale da "compromettere o tentare di compromettere il suo benessere psicologico, fisico o emotivo". Vukov ha sempre negato di aver violato il codice di condotta, e Rybakina ha ripetutamente dichiarato che il comportamento del suo allenatore non è mai stato abusivo.

La sospensione è stata revocata nell'agosto 2025 dopo un appello, e da allora Vukov è tornato al suo posto, a bordo campo durante i match newyorkesi.

La rivincita sul campo

Oggi, però, il discorso è cambiato. Elena Rybakina è la nuova regina degli US Open, la kazaka conquista il terzo Slam della sua carriera superando in finale Aryna Sabalenka dopo una sfida molto combattuta di due ore e ventuno minuti di gioco. Elena si prende un primo set equilibrato con il punteggio di 6-4, concede il secondo sul finale 7-5 e poi cambia passo nel terzo, chiudendo con il 6-2 che significa terzo Slam in carriera dopo Wimbledon 2022 e Australian Open 2026.

Per la bielorussa, che non ha conquistato nemmeno uno Slam in questa stagione, la sconfitta rappresenta un boccone difficile da digerire, arrivata dopo due titoli consecutivi a New York.

Il gesto di stizza della Sabalenka

A New York è emersa tutta l'attuale superiorità tattica e mentale della kazaka. Sabalenka, dal canto suo, non ha preso bene la sconfitta: ha fracassato la racchetta contro la panchina e, mentre un cameraman la riprendeva da vicino, gli ha rivolto un'espressione ingiuriosa per allontanarlo. In conferenza stampa ha poi spiegato di aver perso il controllo: "È davvero difficile controllare le proprie emozioni quando perdi una finale del Grande Slam mentre cercavi di centrare un tris", ha dichiarato.

La cavalcata di Rybakina a New York consacra una stagione da sogno, culminata con il primo trionfo allo US Open e la conquista della vetta del ranking WTA, dove prenderà il posto proprio della Sabalenka dopo 99 settimane di regno. Numeri alla mano, la kazaka ha chiuso il torneo con 9.901 punti nel ranking.

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