Rybakina spegne il sogno americano di Sabalenka: terzo Slam e numero uno del mondo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Elena Rybakina non ha bisogno di urlare per farsi sentire. La kazaka, nata a Mosca ventisette anni fa, ha vinto gli US Open battendo in finale Aryna Sabalenka con il punteggio di 6-4, 5-7, 6-2, in due ore e ventuno minuti di gioco. Per lei è il terzo titolo del Grande Slam in carriera, dopo Wimbledon 2022 e gli Australian Open conquistati all'inizio di questa stagione, sempre contro la stessa avversaria.

Ma il dato che pesa più di ogni altro arriva dai computer della WTA: da lunedì sarà la nuova numero uno del mondo, prima tennista del Kazakistan a raggiungere la vetta della classifica femminile.

Una finale decisa dai dettagli

La partita non ha avuto una fase di studio. Rybakina ha strappato il servizio a Sabalenka nel primo set approfittando di un doppio fallo della bielorussa, poi ha gestito il vantaggio con una solidità che ha lasciato poco spazio alle repliche. La numero uno uscente, che a New York aveva trionfato nelle due edizioni precedenti, ha alzato il livello nel secondo parziale, riducendo gli errori e piazzando il break decisivo sul 6-5 dopo aver annullato a sua volta due palle break.

Il terzo set, però, è stato un monologo della kazaka: break in apertura, poi un secondo break sul 4-2 e il servizio tenuto senza concedere praticamente nulla. Il match si è chiuso con il dodicesimo ace della sua partita, il tredicesimo se si contano anche quelli messi a segno nei turni precedenti.

Il crollo emotivo della campionessa uscente

Sabalenka lascia Flushing Meadows con un bilancio amaro. Non è riuscita a diventare la prima donna a vincere tre US Open consecutivi da quando Serena Williams ci riuscì dal 2012 al 2014. Ma soprattutto ha chiuso la stagione senza alcun titolo del Grande Slam, un digiuno che non le capitava dal 2022. La delusione si è vista tutta sul court Arthur Ashe: racchetta scagliata in aria per la frustrazione, occhi al cielo durante la premiazione, un applauso tiepido verso la vincitrice.

Il suo regno in vetta al ranking, durato novantanove settimane consecutive, si chiude qui.

La scalata silenziosa di Rybakina

Il percorso della kazaka verso questo trionfo è cominciato molto prima di New York. A gennaio aveva già battuto Sabalenka nella finale degli Australian Open, rimontando da 0-3 nel set decisivo. Poi erano arrivati il titolo a Stoccarda sulla terra rossa e una serie di risultati che l'avevano portata a un passo dalla vetta. La matematica le aveva dato la certezza del primato già raggiungendo le semifinali a Flushing Meadows, ma lei non si è accontentata: ha superato Qinwen Zheng, poi Coco Gauff in tre set, e infine la sua rivale di sempre.

Il conto dei precedenti diretti resta a favore di Sabalenka, ma nei tornei che contano il bilancio è ribaltato: cinque vittorie su sette finali giocate contro di lei.

Numeri e prospettive di una stagione

Con questo successo Rybakina porta a casa il quattordicesimo titolo della carriera e il secondo Slam stagionale, chiudendo il 2026 con 9.901 punti nel ranking, contro i 7.875 della bielorussa. Nella corsa alle WTA Finals di Indian Wells guida la classifica con 7.492 punti, davanti a Jessica Pegula e Coco Gauff, mentre Sabalenka insegue a 6.485. Per la kazaka manca ormai solo il Roland Garros per completare il Grande Slam in carriera, ma sulla terra rossa di Parigi non è mai andata oltre i quarti di finale.

Il resto della stagione si giocherà su superfici più congeniali al suo tennis potente e lineare.

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