Rybakina nuova numero 1 del mondo: il ritorno di Vukov, le polemiche e la semifinale con Gauff

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Elena Andreevna Rybakina, 27 anni, moscovita di nascita e kazaka dal 2018, è la trentesima numero uno del tennis femminile da quando la WTA ha introdotto il ranking computerizzato nel 1975. Il sorpasso su Aryna Sabalenka, che durava da 99 settimane consecutive, è diventato aritmeticamente certo mercoledì, quando la semifinalista degli US Open ha rimontato Qinwen Zheng con il punteggio di 3-6, 6-1, 6-4, interrompendo la striscia della bielorussa e conquistando la vetta del ranking che sarà ufficiale da lunedì 14 settembre.

Per il Kazakistan, Paese senza grande tradizione tennistica, si tratta della prima rappresentante a raggiungere la vetta; per l'Asia è la seconda dopo Naomi Osaka.

La scelta di Astana e l'inizio della carriera

La storia sportiva della nuova regina del tennis mondiale comincia lontano dai riflettori, tra la ginnastica artistica e il pattinaggio su ghiaccio, discipline che aveva praticato da bambina prima di essere indirizzata verso il tennis. Figlia di Andrey e Ekaterina, è cresciuta a Mosca ma è stata il Kazakistan a offrirle, nel 2018, le migliori condizioni economiche per costruire una carriera professionistica, in un momento in cui il movimento tennistico russo non credeva fino in fondo nel suo potenziale.

La nazionalità kazaka le ha poi permesso di partecipare a Wimbledon 2022, l'edizione che aveva escluso i tennisti russi e bielorussi dopo l'invasione dell'Ucraina, e di vincerlo in rimonta su Ons Jabeur, diventando la prima kazaka di sempre a imporsi in uno Slam. Nel gennaio di quest'anno è arrivato il secondo titolo Major, agli Australian Open, ancora una volta contro Sabalenka.

Il rapporto con Stefano Vukov e la sospensione della WTA

Alle spalle dei successi sportivi si trascina da anni la vicenda del coach Stefano Vukov, croato di 39 anni, che l'ha seguita fin da quando era numero 200 del ranking e che è stato al centro di un'indagine della WTA per presunte violazioni del codice di condotta. L'ipotesi investigative riguardava metodi di allenamento che sconfinavano in comportamenti aggressivi, con urla e insulti, e in accuse di abuso psicologico e manipolazione.

Dopo la separazione annunciata prima dello US Open 2024, Vukov era stato reintegrato all'inizio del 2025; la WTA lo ha sospeso in via provvisoria a gennaio e poi bandito per un anno a febbraio, con divieto di contatti durante l'inchiesta. La tennista ha sempre negato gli abusi e difeso il coach, dichiarando pubblicamente che non l'ha mai maltrattata. Nell'agosto 2025 un arbitrato indipendente ha revocato la sospensione su appello dello stesso Vukov, aprendo la strada al suo ritorno ufficiale nel team a partire dal torneo di Cincinnati.

L'episodio ha scavato una frattura profonda tra la giocatrice e la WTA, riemersa in modo visibile durante la cerimonia di premiazione delle WTA Finals 2025 a Riyadh, quando Rybakina ha mantenuto volutamente le distanze dall'allora amministratrice delegata del circuito, Portia Archer, rifiutandosi di avvicinarsi per la foto di rito.

La semifinale contro Gauff e il tabellone di Flushing Meadows

Sul piano strettamente agonistico, la kazaka torna in campo nella notte italiana tra giovedì e venerdì per la semifinale dello US Open contro Coco Gauff, quarta testa di serie, in un match che vale l'accesso alla finale. La statunitense, campionessa a New York nel 2023, ha superato Mirra Andreeva annullando due match point e vincendo 2-6, 7-6, 6-2 dopo quasi tre ore di gioco, in quella che è stata la sua prima vera prova del torneo. Nell'altra semifinale si affrontano Aryna Sabalenka, numero 1 uscente a caccia del terzo titolo consecutivo a Flushing Meadows, e Jessica Pegula.

Per la prima volta dal Wimbledon 2009, tutte e quattro le teste di serie più alte hanno raggiunto le semifinali di uno Slam. Rybakina ha commentato così il traguardo: «Il mio sogno da bambina era diventare la numero 1 del mondo? Assolutamente no. Da piccola non avrei mai immaginato di poter essere una giocatrice professionista. Mi piaceva solo giocare con i coetanei dopo la scuola». E ancora: «È un traguardo notevole, ma ho la sensazione che sia qualcosa che apprezzi davvero quando la carriera è finita. Ora voglio vincere il torneo».

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