Prysmian vola in Borsa: Jefferies e Citi rilanciano, target a 104 euro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre le borse europee mostrano un andamento incerto, in attesa degli esiti delle trimestrali bancarie d'oltreoceano, un segnale di forza arriva da Piazza Affari, dove il Titolo Prysmian ha chiuso con un vigoroso balzo, trainato dal rinnovato ottimismo degli analisti. La società, leader mondiale nella produzione di cavi, ha infatti organizzato una conference call che ha rafforzato la fiducia degli investitori sulle prospettive future, spingendo sia Jefferies che Citi a confermare il giudizio "buy". Il management, guidato da Massimo Battaini, ha delineato una chiusura dell'esercizio solida in tutti i segmenti operativi, un dato che, di per sé, ha contribuito a stemperare le preoccupazioni legate al contesto geopolitico globale, sempre più segnato da frizioni come quella annunciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha sospeso il dialogo con l'Iran.

Il motore della crescita: il segmento Transmission

Le maggiori certezze emerse dalla call analisti provengono soprattutto dall'area Transmission, che si conferma il principale motore di crescita per il gruppo. Gli analisti di Jefferies, in particolare, si aspettano che il quarto trimestre confermi non solo un ritmo di sviluppo sostenuto, ma anche un'ulteriore espansione dei margini, favorita da quella che viene definita una "buona esecuzione del backlog". È proprio questo aspetto, ovvero la gestione efficiente del portafoglio ordini accumulati, a garantire una visibilità sui ricavi che pochi altri settori industriali possono offrire in un periodo di turbolenza dei mercati, distogliendo l'attenzione dalle fluttuazioni valutarie e dalle attese sulle decisioni della Corte Suprema americana in materia di dazi.

La fiducia del management sugli obiettivi al 2028

La comunicazione dell'azienda non si è limitata a un ottimismo di breve periodo, ma ha esteso l'orizzonte fino al 2028, indicando una maggiore fiducia nel raggiungimento degli obiettivi strategici di medio-lungo termine. Questo slancio prospettico, unito al potenziale legato a contratti rilevanti come l'Egl4, ha fornito agli analisti gli elementi per un upgrade delle valutazioni. Jefferies ha alzato il target price a 104 euro, un livello che riflette non solo le performance attese per il 2025, ma anche la convinzione che la società sia ben posizionata per beneficiare degli ingenti investimenti globali nelle reti di trasmissione dell'energia e nelle infrastrutture digitali, trend strutturali che sembrano destinati a sovrastare le congiunture negative.

La reazione del mercato e il contesto generale

La risposta del listino milanese è stata immediata, con l'azione che ha toccato quota 91 euro nell'intraday per poi chiudere a 89,26 euro, in rialzo del 3,45% in una giornata peraltro piatta per l'indice Ftse Mib. Questo movimento distintivo, che ha fatto di Prysmian uno dei pochi titoli in luce, sottolinea come il mercato premi le realtà in grado di fornire guidance chiara e di confermare roadmap di crescita in un ambiente ancora carico di incognite, dalle tensioni internazionali alla direzione della politica monetaria. Mentre altri settori faticano, la solidità del backlog e la trasparenza della comunicazione aziendale diventano quindi fattori decisivi per attrarre il consenso degli investitori.

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