Stellantis torna a correre in Borsa spinta dal vento favorevole degli analisti
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Redazione Economia
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In una giornata di vivaci scambi sui listini internazionali, il Titolo Stellantis ha registrato un deciso rimbalzo, chiudendo la seduta di giovedì 8 gennaio con un guadagno dell’1,5% a Piazza Affari e superando addirittura il 2% a New York, dove le quotazioni hanno sfiorato gli 11 dollari. Questo slancio, che interrompe una fase di incertezza, arriva a seguito della nota di ricerca diffusa dagli analisti di Piper Sandler, i quali hanno rivisto al rialzo la loro posizione sul costruttore automotive. Il broker, infatti, non solo ha elevato la raccomandazione da "neutral" a "buy", ma ha anche innalzato in maniera significativa il prezzo obiettivo, portandolo da 9 a 15 dollari, in un’ottica di maggior fiducia nelle prospettive future del gruppo guidato da Antonio Filosa.
Un mercato italiano in chiaroscuro per le vendite del gruppo
Lo scenario di mercato, peraltro, si presenta con sfumature contrastanti se si osservano i dati sulle immatricolazioni diffuse dal Ministero dei Trasporti. Nel mese di dicembre 2025, il mercato automobilistico nazionale nel suo complesso ha mostrato un timido segno positivo, con 108.075 vetture immatricolate, un incremento del 2,22% rispetto allo stesso periodo del 2024; l’intero anno, tuttavia, si è chiuso con un calo del 2,12%, a conferma di una tendenza tutt’altro che lineare. In questo contesto, i numeri di Stellantis – che racchiude marchi come Fiat, Alfa Romeo, Peugeot, Citroën e Opel – rivelano una contrazione specifica: a dicembre le consegne del gruppo sono scese a poco più di 23mila unità, segnando un -5,6% rispetto alle 24.500 del dicembre precedente, un dato che sottolinea come le performance dei singoli costruttori possano discostarsi dall’andamento generale del settore.
Il quadro tecnico e il sostegno aggiuntivo di Jefferies
La spinta al rialzo del titolo non è stata alimentata soltanto dal parere di Piper Sandler, ma ha trovato un ulteriore sostegno nell’analisi di un altro importante studio, Jefferies, che ha confermato il giudizio "buy" e ha alzato il target price a 13 euro. Dal punto di vista grafico, l’azione mostra un andamento perfettamente allineato con quello del FTSE Mib su base settimanale, sebbene l’espansione della fase ribassista abbia recentemente testato un livello di supporto chiave attorno ai 9,47 euro. Le attese operative degli investitori sembrano orientate verso una continuazione degli acquisti, sull’onda di un quadro di borsa generale che si presenta solido, con il FTSE Mib che rafforza la sua struttura e punta verso obiettivi più ambiziosi, nonostante le tensioni geopolitiche – come quelle emerse in Sud America dopo l’intervento americano in Venezuela – che per il momento non sembrano turbare l’ottimismo degli investitori europei.
La resilienza del settore in un contesto globale complesso
La capacità del titolo Stellantis di reagire positivamente ai giudizi degli analisti, superando anche dati di vendita non esaltanti a livello nazionale, evidenzia una dinamica finanziaria dove le valutazioni forward e la fiducia nella strategia del management giocano un ruolo determinante. Il gruppo, con la sua natura italo-francese-statunitense, opera in un panorama internazionale dove le decisioni di politica industriale e gli sviluppi tecnologici pesano spesso più delle fluttuazioni congiunturali di un singolo mercato. La contemporanea attenzione degli investitori sui listini statunitensi ed europei, anche alla luce della nuova amministrazione Trump alla Casa Bianca, contribuisce a creare un terreno di valutazione ampio, dove i pareri degli analisti fungono da catalizzatori importanti per i movimenti di breve periodo, indipendentemente dalle frizioni che possono emergere a livello locale.




