Stellantis aggiorna il minimo storico in Borsa: pesano i downgrade degli analisti
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Redazione Economia
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Stellantis registra un nuovo minimo storico in Borsa, con il titolo che continua a perdere terreno a Piazza Affari dopo una seduta già caratterizzata da un forte ribasso. La nuova flessione arriva in un contesto di crescente pressione sul titolo, mentre aumentano le critiche da parte degli investitori e il dibattito sulle prospettive del gruppo. Nel contributo video citato si sottolinea come una visione ribassista su un titolo molto seguito generi inevitabilmente reazioni e contestazioni, ma viene ribadito che il mercato non segue criteri di consenso o popolarità. L'attenzione resta quindi sull'andamento delle quotazioni e sugli elementi che stanno influenzando le valutazioni degli operatori.
Downgrade degli analisti e nuovi minimi per il titolo
Dopo il calo del 5,8% registrato nella seduta precedente, Stellantis ha perso inizialmente un ulteriore 1,5%, toccando il minimo storico di 4,59 euro prima di limitare le perdite e chiudere a 4,67 euro, in ribasso dello 0,4%. A pesare sono soprattutto due revisioni negative da parte degli analisti. JP Morgan ha abbassato la raccomandazione da overweight a neutral, mentre Banca Akros ha ridotto il giudizio da buy a neutral. Sullo sfondo rimangono inoltre i timori legati a un possibile downgrade del rating fino al livello definito "spazzatura", elemento che contribuisce ad alimentare la prudenza degli investitori.
La discesa del titolo assume dimensioni ancora più evidenti osservando l'andamento degli ultimi anni. Stellantis quota ormai sotto i 5 euro e, secondo i dati riportati, ha perso oltre il 51% nell'ultimo anno e l'83,1% nell'arco di due anni. La capitalizzazione si è ridotta fino a circa 14 miliardi di euro, con oltre 60 miliardi di valore andati perduti rispetto ai livelli precedenti. Il confronto con i massimi del marzo 2024 evidenzia un netto ridimensionamento, considerando che allora il valore per azione aveva raggiunto 27,35 euro. Il debutto in Borsa del gruppo risale invece al 18 gennaio 2021, con un prezzo di riferimento pari a 12,758 euro.
Il dibattito sulle cause della debolezza di Stellantis
Nel testo viene contestata l'interpretazione secondo cui le difficoltà del gruppo sarebbero state determinate esclusivamente dalla strategia sull'elettrico. Viene infatti sostenuto che il problema di Stellantis non risiedesse nei maggiori investimenti destinati a questa tecnologia e che il successivo ritorno verso una maggiore attenzione ai modelli ibridi, accompagnato dall'arrivo del nuovo amministratore delegato, non abbia modificato la percezione della Borsa. Secondo questa ricostruzione, il mercato continua a mantenere un atteggiamento prudente nonostante il cambio di impostazione.
La stessa analisi evidenzia inoltre come, quando il gruppo ha iniziato a mostrare segnali di difficoltà, sia stata attribuita la responsabilità principalmente alla scelta di puntare con decisione sull'elettrico. L'idea che fosse sufficiente cambiare direzione e riportare il focus sui motori tradizionali per invertire la tendenza viene però messa in discussione. Il riferimento finale è che le criticità non possano essere ricondotte a un unico fattore o risolte individuando un solo elemento come causa delle difficoltà che stanno caratterizzando l'andamento del titolo in Borsa.




