Leonardo, il doppio segnale di Moody’s e Morgan Stanley che accende i riflettori sul titolo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Non capita tutti i giorni, per una società aerospaziale europea, di ricevere una promozione da un’agenzia di rating e un rilancio del target price da una banca d’affari nella stessa seduta, eppure Leonardo – il colosso italiano della difesa – ha vissuto proprio questa combinazione di eventi, destinata a non passare inosservata tra gli analisti e gli investitori che seguono il settore. Moody’s, che da tempo monitorava con attenzione l’evoluzione dei conti del gruppo guidato dall’amministratore delegato (figura sulla quale non è necessario soffermarsi oltre, perché i fatti parlano da soli), ha infatti deciso di alzare di un gradino il rating sul debito a lungo termine, portandolo da “Baa3” a “Baa2”. Parallelamente – ed è questo l’aspetto che più rassicura chi guarda al futuro – le prospettive per i prossimi trimestri sono state confermate come “positive”, suggerendo che l’agenzia non prevede inversioni di rotta nell’immediato.

Il miglioramento dei fondamentali secondo Moody’s

La motivazione addotta dagli esperti di Moody’s per giustificare questo upgrade, che in gergo tecnico rappresenta un vero e proprio segnale di fiducia verso la gestione finanziaria dell’azienda, risiede nella forte performance operativa registrata negli ultimi anni e nel contestuale miglioramento delle metriche creditizie. Non si tratta di un’impressione effimera, ma di un dato consolidato: basta considerare che, dall’ultima revisione effettuata tre anni fa, Leonardo ha aumentato i ricavi di un terzo e l’ebitda rettificato del 40 per cento, generando nel frattempo oltre 1,5 miliardi di free cash flow. Quest’ultimo risultato è stato ottenuto nonostante maggiori investimenti e la distribuzione di dividendi, elementi che di solito comprimono la liquidità disponibile e che invece, in questo caso, non hanno frenato la capacità di produrre cassa.

S&P Global allinea le prospettive e conferma il rating

Nella stessa direzione, anche se con un movimento leggermente diverso, si è mossa S&P Global, che ha migliorato le prospettive (l’outlook, secondo la terminologia anglosassone) sul rating di Leonardo da “Stabile” a “Positivo”, confermando però il giudizio sul debito a lungo termine a “BBB”. Gli esperti di quest’altra agenzia hanno spiegato che tale outlook positivo riflette l’aspettativa secondo cui il gruppo manterrà il rapporto debito/EBITDA, rettificato secondo i loro criteri, ben al di sotto di 1,5 volte. Un livello, quest’ultimo, che denota una leva finanziaria estremamente contenuta e che pone la società al riparo da molte delle turbolenze che caratterizzano il comparto della difesa, specialmente in un contesto di tensioni geopolitiche crescenti.

Morgan Stanley alza il target price e conferma Overweight

Non sono mancati però, nella stessa giornata, segnali provenienti dal mondo dell’investment banking: Morgan Stanley ha infatti incrementato il target price su Leonardo da 71 a 82 euro per azione, confermando al contempo la raccomandazione “Overweight”. Un verdetto, questo, che implica una fiducia superiore alla media del mercato e che si accompagna a un’analisi operativa piuttosto precisa: il titolo, attestatosi a 52,88 euro con un aumento dello 0,34 per cento, potrebbe incontrare una prima resistenza a quota 53,64 e una successiva a 55,08. Di qui – stando alle proiezioni dei tecnici della banca d’affari – la possibilità di un proseguimento della seduta in senso positivo. Se a tutto questo si aggiunge la doppia promozione ricevuta dalle agenzie di rating, non sorprende che alcuni osservatori abbiano cominciato a chiedersi se il titolo possa ambire a quota 100 euro. Una domanda legittima, basata su numeri concreti e non su facili entusiasmi.

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