Leonardo, il vento cambia per la difesa italiana: rating e target price in salita secondo le grandi agenzie

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il colosso aerospaziale e della difesa, Leonardo, ha ricevuto nelle ultime ore una serie di segnali che, presi singolarmente, potrebbero apparire come ordinaria amministrazione finanziaria, ma che nel loro insieme tracciano una traiettoria precisa. L’agenzia di rating S&P Global, muovendosi con la cautela che da sempre caratterizza i suoi giudizi, ha rivisto al rialzo le prospettive sul merito di credito della società: l’outlook è passato da “Stabile” a “Positivo”. Un aggiustamento, questo, che non tocca invece il rating sul debito a lungo termine, fermo a “BBB”. Gli analisti di S&P, nelle loro motivazioni, hanno sottolineato come la nuova valutazione inCorpori l’aspettativa concreta che Leonardo sia in grado di mantenere un rapporto debito/EBITDA – rettificato secondo i loro criteri – stabilmente al di sotto della soglia di 1,5 volte. Un parametro, quest’ultimo, che per le aziende ad alta intensità di capitale come quella guidata dai vertici di Piazza Monte Grappa rappresenta una sorta di spartiacque tra la resilienza e la vulnerabilità finanziaria.

Morgan Stanley alza il tiro: target prize a 82 euro e rating “Overweight” confermato

Non è giunta, però, una sola notizia positiva per gli azionisti e per chi segue le sorti del gruppo. Morgan Stanley, la banca d’affari statunitense, ha deciso di incrementare il target price sul titolo Leonardo portandolo a 82 euro per azione, laddove in precedenza l’asticella era fissata a 71 euro. La raccomandazione “Overweight” – che nel gergo finanziario indica una preferenza rispetto ad altri titoli del settore – è stata al contempo confermata, suggerendo che gli esperti vedono ancora margini di crescita interessanti. Il mercato, intanto, sembra aver già recepito parzialmente questi segnali: l’azione viaggia attorno a 52,88 euro, segnando un incremento dello 0,34% in una seduta che, operativamente, gli addetti ai lavori descrivono come propensa a un proseguimento positivo. Le resistenze tecniche, per chi opera sul breve termine, sono state individuate prima a quota 53,64 e successivamente a 55,08 euro.

La doppia spinta di Moody’s e Morgan Stanley: fondamentali in miglioramento strutturale

La partita, però, non si gioca solo sui numeri correnti. Nello stesso giorno in cui Moody’s – altra agenzia di rating di prima grandezza – ha promosso Leonardo alzando il rating di lungo termine a Baa2 (da Baa3) accompagnandolo con un outlook positivo, anche Morgan Stanley ha ritoccato al rialzo le proprie stime. Il giudizio di Moody’s, in particolare, si basa su un ragionamento di fondo che merita attenzione: dalla sua ultima revisione, risalente a tre anni fa, la società ha aumentato i ricavi di un terzo e l’ebitda rettificato del 40%. Tutto ciò è avvenuto generando oltre 1,5 miliardi di free cash flow, un risultato che gli analisti considerano tanto più significativo in quanto realizzato nonostante maggiori investimenti e la distribuzione di dividendi. In altre parole, il miglioramento non è congiunturale ma strutturale.

S&P conferma la solidità operativa: ordini dalla difesa e redditività robusta

Tornando al verdetto di S&P Global, la conferma del rating “BBB” accompagnata dall’outlook positivo non è un dettaglio di poco conto. Gli esperti dell’agenzia hanno evidenziato l’attesa di una solida performance operativa, alimentata da un forte livello di acquisizione di ordini – un elemento trainato in larga parte dalle dinamiche del mercato globale della Difesa – e da una redditività robusta. Si parla, nei documenti di analisi, di un buon margine Ebitda e di un altrettanto buon flusso di cassa operativo. La leva finanziaria, come già accennato, è considerata sotto controllo: il gruppo, secondo le proiezioni S&P, manterrà quel rapporto debito/Ebitda ben al di sotto dell’1,5, un valore che in un settore ciclico e geopoliticamente sensibile come quello della difesa rappresenta un vero e proprio scudo.

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