Interpump, raffica di tagli ai target price dopo i conti e la guidance deludente

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   La seduta di lunedì a Piazza Affari non ha portato sollievo alle quotazioni di Interpump, gruppo attivo nella produzione di pompe ad acqua ad alta pressione e nell'oleodinamica, che dopo il tonfo di venerdì – un -18,31% che non si vedeva da tempo – continua a muoversi in territorio negativo, con un calo di circa due punti e mezzo percentuale che l'ha portata a testare il supporto poco sopra i 39,8 euro, un livello che non si registrava da mesi. Il Titolo, che viaggia ormai lontano dai massimi recenti, sconta la raffica di revisioni al ribasso delle stime e dei prezzi obiettivo da parte degli analisti, i quali hanno dovuto fare i conti con una serie di messaggi, quelli arrivati dalla società, che appaiono complessivamente più deboli delle attese del mercato, in particolare per quanto concerne l'esercizio in corso.

Le valutazioni degli esperti, va detto, non sono però univoche nel giudizio sulla bontà dell'investimento, pur convergendo tutte, inevitabilmente, verso una riduzione del fair value del titolo. Equita Sim, per esempio, ha ritoccato il target price da 55 a 53 euro, confermando però la raccomandazione "Buy" e definendo addirittura eccessiva la reazione del mercato di venerdì: gli analisi, che hanno rivisto al ribasso le stime sull'utile per azione del 5% per il 2026 e del 4% per il 2027, ritengono che il sell-off abbia spinto i multipli del titolo su livelli troppo interessanti, se confrontati con quelli dei competitor, per non coglierne l'opportunità di acquisto, visto anche un recupero in atto nel settore dell'idraulica e una normalizzazione gestibile nel water jetting.

Le sforbiciate di Akros e Intermonte, con Keplero che retrocede il titolo

Sulla stessa lunghezza d'onda, seppur con target diversi, si muove anche Intermonte, che ha ridotto il prezzo obiettivo da 50 a 48 euro, confermando il giudizio "Outperform". Gli analisti, nel loro report, parlano chiaramente di risultati del quarto trimestre e guidance per il 2026 come di elementi deludenti, che evidenziano una ripresa – per quanto in corso – più lenta di quanto inizialmente pronosticato, trainata da andamenti irregolari nei mercati ciclici in cui opera l'azienda. Ciononostante, anche loro vedono nella violenta correzione del prezzo, che giudicano sproporzionata rispetto alle revisioni degli utili, un punto di ingresso interessante, sottolineando peraltro come la generazione di cassa resti solida e abbia portato la leva finanziaria ai minimi da vent'anni, spazio che potrebbe essere utilizzato per accelerare sulla politica di acquisizioni o per aumentare i rendimenti per gli azionisti.

Discorso in parte diverso per Banca Akros, che ha operato un doppio taglio: non solo ha abbassato il target price da 49 a 44,5 euro, ma ha anche ridotto il rating, portandolo da "accumulate" a "neutral", un segnale che implica una certa cautela dopo le indicazioni fornite dal management sui prossimi mesi. Anche Kepler Cheuvreux ha scelto la strada del downgrade, retrocedendo il giudizio da "Buy" a "Hold" e riducendo drasticamente il prezzo obiettivo da 52 a 45 euro per azione, mossa che riflette la delusione per un outlook sul 2026 che, a loro avviso, delinea un anno di crescita minima per il gruppo di Scandiano, con stime sull'Ebitda ritoccate verso il basso di quasi il 7%.

La ripresa dell'idraulica e il peso del mercato statunitense

A emergere con chiarezza dalle relazioni degli analisti è la fotografia di un'azienda che, pur in un contesto di mercato volatile, s contingentemente condizionata dall'andamento altalenante dei suoi due principali rami di business. Da un lato, l'Hydraulics, il settore oleodinamico, ha mostrato nel quarto trimestre segnali di ripresa, seppur con margini penalizzati da una bassa saturaione in alcune linee produttive e da alcune inefficienze che hanno compresso la redditività, ma una crescita organica che accelera rispetto al trimestre precedente. Dall'altro, il Water Jetting, ovvero la produzione di pompe ad alta pressione per il taglio ad acqua, ha evidenziato una flessione, risentendo della sua natura di business late-ciclico, e le attese per il primo semestre del 2026 non sono rosee, complici confronti annui difficili e una domanda che si preannuncia debole, specialmente in alcuni mercati chiave.

La guidance fornita dalla società per l'intero 2026, che prevede una forchetta di crescita organica tra il -2% e il +3%, si è rivelata ben al di sotto del consenso che stimava un +4%, un dato che ha gelato gli animi e che riflette, secondo quanto comunicato, la volatilità dei mercati e una visibilità ridotta, specialmente per quanto riguarda l'area nordamericana, dove la nuova amministrazione Trump potrebbe introdurre elementi di incertezza. La reazione del mercato, al di là degli eccessi segnalati da alcune sim, appare dunque legata a doppio filo con questa cautela, che ha portato il mercato a prezzare uno scenario di crescita più lenta e meno lineare di quanto non si attendesse solo poche settimane fa.

La solidità patrimoniale e i segnali dall'analisi tecnica

Nonostante il coro di revisioni al ribasso, un elemento positivo che gli analisti sembrano voler sottolineare con una certa insistenza è la solidità della struttura patrimoniale del gruppo, testimoniata da una generazione di cassa che nel quarto trimestre è stata superiore alle attese, con un free cash flow di 58 milioni che ha contribuito a rafforzare ulteriormente la posizione finanziaria netta. Questa robustezza, che si traduce in un rapporto debito/Ebitda ai minimi storici, rappresenta una sorta di cuscinetto in grado di ammortizzare, almeno in parte, la fase di debolezza ciclica e offre al management una certa libertà di manovra, sia per eventuali operazioni di finanza straordinaria, sia per sostenere il titolo qualora la discesa dovesse apparire eccessiva. Sul fronte dell'analisi tecnica, invece, il quadro appare in questo momento oggettivamente complesso: il cedimento di area 41,5 euro ha aperto le porte a un test del supporto successivo, individuato a ridosso dei 39,8 euro, e solo una chiusura settimanale sopra resistenza potrebbe allentare la pressione ribassista che si è venuta a creare, anche se i volumi elevati della seduta di venerdì segnalano come la massa si sia mossa in modo deciso verso le vendite.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.