Moncler, target price alzato da Oddo e Intermonte dopo il trimestre da 880 milioni

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mercato del lusso, nonostante un contesto ancora pieno di ombre e di segnali contrastanti che arrivano da diversi segmenti della domanda globale, ha trovato in Moncler un punto di riferimento capace di invertire la tendenza. Il gruppo, guidato dal brand che porta lo stesso nome e dalla più recente acquisizione Stone Island, ha archiviato il primo trimestre del 2026 con ricavi pari a 880,6 milioni di euro, segnando un aumento del 12% su base annua. Una partenza, quest’ora, definita “eccellente” dagli analisti di Oddo BHF, i quali non solo hanno rivisto al rialzo le stime sugli utili per azione – dell’1,7% per il 2026 e del 2,3% per il 2027 – ma hanno anche alzato il prezzo obiettivo da 65 a 69 euro, confermando il giudizio outperform. Non è stata, va detto, l’unica casa d’affari a muoversi in questa direzione.

Le proiezioni delle banche d’affari e la sorpresa cinese

Intermonte, dal canto suo, ha portato il target a 66,1 euro (da 64,7), mantenendo invariato il rating outperform. Gli analisti della sim milanese sottolineano come, in un settore che continua a offrire performance altalenanti, il gruppo abbia consegnato un insieme di dati molto convincenti. Ciò che fa la differenza, spiegano, è la capacità di entrambi i brand – Moncler e Stone Island – di sovraperformare l’industria, un risultato reso possibile soprattutto dal traino della clientela cinese. Una leva, quest’ultima, che ha dimostrato una resilienza superiore alle attese e che ha permesso di assorbire parte delle incertezze provenienti da altri mercati.

I numeri del trimestre e la prima collezione oltre l’inverno

Barclays, pur mantenendo un target price leggermente più cauto a 62 euro, ha ribadito il rating overweight, definendo “solido” il primo trimestre dell’azienda. Le vendite consolidate del gruppo, cresciute del 12% a cambi costanti, hanno superato le previsioni ferme al +7%. Un dato, questo, che acquisisce particolare rilevanza se si osserva la performance del solo marchio Moncler: un aumento del 12% nel totale, con un balzo del 14% nel canale Retail, a fronte di un consensus che indicava un +8%. A questi numeri si aggiunge un’altra novità strategica: è arrivata infatti la prima collezione che guarda oltre la stagione invernale, un tentativo – per ora accolto con interesse dagli addetti ai lavori – di allargare il perimetro d’uso dei prodotti, riducendo la tradizionale dipendenza dai mesi freddi.

Le attese degli analisti tra Eps in crescita e volatilità di settore

Il miglioramento delle stime di Eps per il biennio 2026-2027 da parte di Oddo BHF, unito al rilancio al rialzo dei target price da parte di intermediari come Intermonte, delinea un quadro in cui il mercato sconta già una capacità del gruppo di generare utili superiore a quanto ipotizzato solo poche settimane fa. Non si tratta, è bene chiarirlo, di un’euforia generalizzata: il comparto del lusso resta soggetto a oscillazioni legate ai tassi di cambio, alle politiche commerciali internazionali e alla differente velocità di ripresa tra Occidente e Asia. Moncler, in questo scenario, sembra aver trovato una propria traiettoria autonoma, sostenuta da una domanda che – almeno per il momento – non accenna a rallentare.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.