Terna, i conti da record e la fiducia degli analisti: investimenti in salita e target price rivisti al rialzo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il 2025 si chiude per Terna con numeri che ne certificano il ruolo di infrastruttura critica per il paese, un'annata segnata da investimenti senza precedenti e da una crescita organica che ha spinto ricavi e marginalità oltre le attese del mercato. Il consiglio di amministrazione, riunitosi sotto la presidenza di Igor De Biasio, ha approvato i risultati presentati dall’amministratore delegato Giuseppina Di Foggia, consegnando un quadro finanziario che parla di un gruppo in piena fase di espansione infrastrutturale, nonostante il contesto esterno continui a presentare elementi di complessità.

A guardare i numeri, si registra un balzo degli investimenti del 30,6%, saliti a 3,5 miliardi di euro, a testimonianza di una strategia che punta a potenziare la sicurezza e la capacità di trasmissione della rete elettrica nazionale. I ricavi hanno superato quota 4 miliardi, segnando un +9,6%, mentre l’Ebitda si è attestato a 2,75 miliardi (+7,2%) e l’utile netto a 1,11 miliardi (+4,7%). Un risultato, quest’ultimo, sostenuto sia dalle attività regolate – grazie all’adeguamento delle tariffe – sia dal comparto non regolato, dove spiccano le performance del settore Energy Services e delle controllate come il Gruppo Tamini e il Gruppo Brugg Cables.

Le mosse delle case d’affari dopo la pubblicazione dei dati

All’indomani della diffusione dei conti, il sentiment degli analisti si è fatto sentire con decisione, riversandosi in una serie di aggiornamenti sui giudizi e sui target price che hanno interessato il Titolo quotato su Euronext Milan. Intermonte è stata tra le prime a muoversi, alzando il prezzo obiettivo da 9,5 a 10 euro per azione, pur mantenendo invariato il giudizio "neutral". La motivazione, come evidenziato dagli esperti, risiede nella solidità dei risultati del quarto trimestre, risultati che hanno superato le aspettative sia sul fronte del margine operativo che su quello della generazione di cassa.

Sulla stessa linea, UBS ha rivisto al rialzo il proprio target price portandolo a 9,5 euro (da 8,85), confermando la raccomandazione "neutral" e sottolineando come le indicazioni fornite dalla società per il 2026 risultino leggermente superiori al consenso. Un aggiustamento, seppur più contenuto, è arrivato anche da Equita, che ha alzato il target a 9,5 euro (da 9,4), con gli analisti che hanno parlato di risultati e prospettive migliori del previsto, anche se il rating resta "hold" in virtù di una valutazione considerata ormai piena.

Il contesto geopolitico e la strategia infrastrutturale

Il report finanziario si inserisce in uno scenario che, come sottolinea la stessa nota della società, resta segnato da tensioni internazionali. Il protrarsi delle situazioni di crisi nell’Est Europa e in Medio Oriente ha continuato a esercitare pressioni sui mercati energetici, riportando prepotentemente al centro del dibattito il tema della sicurezza energetica nazionale ed europea. È in questo quadro che Terna ha messo a terra un piano di interventi senza precedenti, con 38 nuovi progetti autorizzati nel corso dell’anno per un valore complessivo di circa 1 miliardo di euro e nuove infrastrutture entrate in esercizio per 800 milioni.

Intesa Sanpaolo, dal canto suo, ha confermato la valutazione "neutral", giudicando positivamente i conti del 2025 e definendo solide le indicazioni fornite dal management per l’anno in corso. Anche Mediobanca ha ribadito il giudizio "neutral", mantenendo fermo il target a 8,7 euro, a dimostrazione di un consenso diffuso che riconosce la bontà della gestione operativa pur in assenza di particolari spazi di rivalutazione immediata sul titolo.

L’accelerazione sugli investimenti per il 2026

Lo sguardo è già proiettato sul futuro. Il gruppo ha delineato le traiettorie per l’esercizio in corso, prevedendo ricavi per 4,41 miliardi di euro, un Ebitda di 2,93 miliardi e un utile netto di 1,12 miliardi. L’asticella degli investimenti è destinata a salire ulteriormente, con un target che sfiora i 4,2 miliardi di euro, a conferma di una fase di sviluppo che non accenna a rallentare. L’amministratore delegato Giuseppina Di Foggia ha sottolineato come i risultati conseguiti testimonino la solidità del modello industriale e la capacità di sostenere investimenti di lungo termine, elementi che il mercato, come dimostrato dalle recenti revisioni delle principali case d’affari, ha saputo apprezzare.

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