Tragedia a viale Marconi: scontro fatale tra due moto, muoiono due 22enni
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Redazione Interno
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La tarda serata di domenica, in una zona ad alta densità di traffico come il quadrante sud della Capitale, si è trasformata in un teatro di dolore silenzioso e improvviso. È accaduto all’incrocio tra viale Marconi e via Pincherle, dove l’asfalto, ancora intriso di residui di gomma e olio motore, ha trattenuto per ore i segni di un impatto la cui violenza – a dir poco devastante – non ha lasciato scampo ai due protagonisti. Due ragazzi, entrambi di appena 22 anni, hanno perso la vita intorno alle 21:40, in quello che gli inquirenti definiscono, con la cautela del caso, uno scontro frontale laterale tra due motociclette di media cilindrata.
La dinamica ancora al vaglio degli investigatori
Secondo una prima ricostruzione, ancora provvisoria e comunque sottoposta a verifiche tecniche approfondite, i mezzi coinvolti sarebbero una Himalayan Scram 411, che procedeva lungo via Pincherle, e una Triumph 400, la quale percorreva invece viale Marconi. Le due arterie, che s’incrociano con un’angolazione complessa e scarsamente illuminata in alcuni tratti, potrebbero aver favorito una condizione di scarsa visibilità reciproca; ma nessuna ipotesi – va detto – è stata ancora scartata dalla polizia locale. Gli agenti dell’VIII Gruppo Tintoretto hanno provveduto al sequestro di entrambi i mezzi, avviando contestualmente una serie di rilievi stereofotogrammetrici per determinare con esattezza le traiettorie e, se possibile, le velocità di percorrenza al momento dello schianto.
Una scia di sangue sulle strade del Lazio
Quest’ultima tragedia, per quanto sconvolgente nella sua immediatezza, non rappresenta purtroppo un episodio isolato nel panorama laziale; anzi, si inserisce in una sequenza di incidenti mortali che nell’ultima settimana ha già portato il numero delle vittime a dieci, tra Roma, la provincia e il Viterbese. Solo poche ore prima del sinistro a viale Marconi, un altro centauro aveva perso la vita in circostanze analoghe su una strada statale del basso Lazio, mentre nei giorni precedenti si erano contati altri schianti mortali – molti dei quali coinvolgenti giovani sotto i trent’anni – in zone altrettanto trafficate della regione. I numeri, in questo caso, restituiscono l’idea di una vera e propria emergenza silenziosa, fatta di curve traditrici, asfalto sconnesso e, talvolta, di eccessi di velocità difficili da arginare.
I rilievi e l’assenza di testimoni diretti
Uno degli elementi che complicano il lavoro degli agenti – e che li ha costretti a procedere con estrema lentezza nella ricostruzione – è la relativa scarsità di testimoni oculari in grado di descrivere i secondi precedenti l’impatto. Secondo quanto emerso nelle prime ore successive alla tragedia, alcuni automobilisti di passaggio avrebbero sentito un forte stridio seguito da un tonfo sordo, ma nessuno di loro avrebbe visto l’esatto momento della collisione. Le due salme, nel frattempo, sono state trasferite all’istituto di medicina legale, dove i periti disporranno gli accertamenti di rito; si cercherà innanzitutto di stabilire se nessuno dei due conducenti avesse fatto uso di sostanze o alcol, anche se al momento non risulterebbero elementi concreti in tal senso. Chi indaga, comunque, non esclude di acquisire nelle prossime ore i filmati delle telecamere di sorveglianza private installate nei pressi dell’incrocio, nella speranza – vana forse – di trovare un’inquadratura utile a chiarire l’esatta dinamica di quanto accaduto.




