Tragedia sulla statale 194: tre braccianti muoiono in uno scontro frontale
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Redazione Interno
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Una tragedia che ha lasciato un segno profondo nel cuore della Sicilia si è consumata nel pomeriggio del 17 marzo 2025, quando un violento incidente stradale ha stroncato la vita di tre braccianti agricoli e causato il ferimento di altre sette persone, alcune delle quali in condizioni critiche. L’episodio, avvenuto sulla strada statale 194, al chilometro 19 in direzione Lentini, nel territorio di Carlentini (Siracusa), ha coinvolto un autocarro e un minivan, provocando uno scontro frontale dalle conseguenze devastanti.
Le vittime, tutte originarie di Adrano, in provincia di Catania, sono state identificate come Rosario Lucchese, 18 anni, Salvatore Pellegriti, 56, e Salvatore Lanza, 54. Tornavano da una giornata di lavoro trascorsa a raccogliere arance nelle campagne di Francofonte, un’attività che, nonostante la fatica, rappresentava per loro una fonte di sostentamento. Rosario, il più giovane dei tre, aveva appena compiuto la maggiore età e si preparava a diventare padre, avendo trovato quel lavoro solo una settimana prima. Pellegriti e Lanza, invece, erano uomini maturi, mariti e padri, abituati a dividersi tra i campi e, nel caso di Lanza, la guida del suo camion.
L’incidente, avvenuto in un tratto di strada noto per la sua pericolosità, ha richiesto l’intervento immediato delle squadre Anas e delle Forze dell’Ordine, che hanno lavorato per ripristinare la viabilità e consentire il transito. Le dinamiche dello scontro, ancora oggetto di accertamenti, sembrano riconducibili a una combinazione di fattori, tra cui la stanchezza accumulata dopo una lunga giornata di lavoro e le condizioni della strada, che in quel punto presenta curve strette e una visibilità ridotta.
Quella dei braccianti agricoli è una realtà spesso invisibile, fatta di sacrifici e di viaggi quotidiani su strade secondarie, che diventano talvolta trappole mortali. La morte di Lucchese, Pellegriti e Lanza non è solo una perdita per le loro famiglie, ma anche un monito sulle condizioni di sicurezza delle infrastrutture viarie siciliane, spesso inadatte a sostenere il traffico pesante e il flusso di lavoratori che si spostano da un capo all’altro dell’isola.




