Tutti contro la riforma della Pac: agricoltori in piazza e governo unito nel dire no
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Redazione Interno
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La proposta di riforma della Politica agricola comune (Pac) presentata dalla Commissione europea, che prevede l’accorpamento delle risorse in un fondo unico insieme ad altri programmi Ue, ha scatenato una reazione a catena. Agricoltori, associazioni di categoria e forze politiche – per una volta all’unisono – alzano la voce contro quello che definiscono un attacco alla tenuta del settore primario. Se da un lato Bruxelles giustifica la manovra con la necessità di razionalizzare le spese, dall’altro il timore è che si apra la strada a tagli inevitabili e a una progressiva "rinazionalizzazione" delle politiche agricole, come denunciato da Copagri.
La bozza del Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, che sarà resa nota nei prossimi giorni, conferma i sospetti: una parte dei fondi destinati all’agricoltura potrebbe essere dirottata verso altre priorità, prima fra tutte la difesa. Un cambiamento di rotta che, secondo il sindacato europeo Copa-Cogeca, rischia di lasciare gli agricoltori senza gli strumenti necessari per garantire la sicurezza alimentare del continente. Non a caso, le proteste si moltiplicano, dalle piazze alle aule parlamentari, dove persino il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida – di solito allineato con le posizioni Ue – ha espresso forti riserve.




